giovedì 20 maggio 2021

ODORI

Il naso ha sempre la funzione di una sentinella avanzata che grida: Chi va là? (Brillat-Savarin) 

I fili degli odori si annodano in groviglio vivente nell'antico e sempre nuovo labirinto  umano; si sente, in un rumore di oceano, crescere sia la pioggia che a  primavera  cade sulla terra scura, sia la palude  acquitrinosa, sia un'ignorata freschezza di mare. Un aroma può  riportare alla mente un'emozione, o una  persona che non si è vista da anni, oppure un intero periodo della nostra vita. E allora la lingua batte, s'inventa storie che crede di aver già vissuto. In una minuscola goccia di aroma può annidarsi  un intero continente.  Nientedimeno.  Parlare di odori è sempre un'avventura del corpo, della fantasia e della  memoria. La sfida che ci propongono gli odori è quasi metafisica: la nostra esperienza di essi non è come diciamo che sia. In definitiva l'esperienza olfattiva si presenta al fondo vaga e  indeterminata. Parafrasando Whitehead, il filosofo della critica all'esperienza  immediata, si potrebbe dire che  proprio la vaghezza  e  l'indeterminatezza dell'esperienza olfattiva è la sua concretezza.


giovedì 13 maggio 2021

FIRE – Arthur Brown

Mentre i chitarristi inglesi gareggiano nelle interpretazioni di blues, un bizzarro cantante dello Yorkshire, che ha  appreso l'arte teatrale a Parigi, è primo in classifica (12° in Italia). Si tratta di Arthur Brown che, già da  tempo, negli spettacoli presenta il suo Crazy World mascherato, con il fuoco che esce dall'elmo. Quindi un brano che inizia: "I'm the God of hell fire and I bring you fire!" (Sono il Dio del fuoco infernale e ti porto fuoco) è appropriatissimo. Soprattutto se all'organo c'è Vincent Crane, futuro Atomic Rooster e Carl Palmer futuro Emerson Lake & Palmer. Fire sarà l’unico successo per Brown, anche se per un'intera estate fa ballare i ragazzi di tutto il mondo.
Io sono il Dio del fuoco infernale! Ti porto:
fuoco, ti porterò a bruciare,
fuoco, ti porterò a imparare
Ti vedrò bruciare
 
Hai lottato duramente, hai risparmiato e hai guadagnato
ma andrà tutto in fiamme
E la tua mente, la tua piccola mente
Sai, sei stato veramente cieco
Ora è il tuo momento, brucia la tua mente
Stai rimanendo troppo, troppo indietro
Oh no, oh no, oh no!
Brucerai
 
Fuoco, per distruggere tutto quello che hai fatto
Fuoco, per porre fine a ciò che sei diventato
Ti sentirò bruciare!
 
Hai vissuto come una piccola ragazzina
nel mezzo del tuo piccolo mondo
E la tua mente, la tua piccola mente
Sai, sei stata veramente cieca
Ora è il tuo momento, brucia la tua mente
Stai rimanendo troppo, troppo indietro
Ooooh!
 
Fuoco, ti porterò a bruciare,
Fuoco, ti porterò a imparare
Brucerai,
Brucerai
Stai per bruciare, bruciare, bruciare, bruciare, bruciare, bruciare, bruciare, bruciare, bruciare, bruciare, bruciare!
 
Fuoco, ti porterò a bruciare,
Fuoco, ti porterò a imparare,
Fuoco, ti porterò a letto,
Fuoco, ti porterò, fuoco...
Arthur Brown è lo stravagante giullare della generazione psichedelica inglese; nel corso del 1967 con il tastierista Vincent Crane e il batterista Carl Palmer fonda il Crazy World Of Arthur Brown, formazione tra le più singolari della scena britannica. Il gruppo ha subito modo di farsi notare davanti a una folla di hippies al 14th Hour Technicolour Dream, il leggendario festival psichedelico  londinese, e da quel palcoscenico attira l'attenzione di Kit Lambert e Pete Townshend. I due, in veste di produttori e consiglieri, procurano un contratto per la Track e suggeriscono le mosse più adatte a destare sensazione: abiti fluorescenti, viso dipinto, ghigno satanico e capelli in fiamme fanno apparire Brown una grottesca creatura demoniaca. Nell'estate 1968 il Crazy World balza al primo posto delle classifiche e agli onori della cronaca con Fire, uno dei pezzi  forse più  rappresentativi di  tutto il periodo psichedelico inglese. Quel brano trova posto su The Crazy World  Of Arthur Brown (Track 1968) un album che, al di là dello stupore iniziale, rivela ispirazioni  nel R&B americano più selvaggio, da James Brown a Screamin' Jay Hawkins (significativa la cover di I Put A Spell On You). Il complesso passa tuttavia come una rapida meteora, travolto dalla stessa fugace sensazione che lo aveva portato sugli altari, e finisce per sciogliersi nel giugno 1969, a metà della lavorazione del secondo album, The Trials Of The Magician



mercoledì 5 maggio 2021

EDEN - Mia Hansen-Løve

Gli anni ’90 segnano il rapido sviluppo della musica elettronica francese. Nelle eccitanti notti parigine Paul muove i suoi primi passi come Dj amante della musica house. Con il suo migliore amico crea il duo “Cheers” che trova immediatamente un fedele seguito sotterraneo. I due amici sono presto risucchiati da una breve ed euforica popolarità. Paul, accecato dalla sua passione musicale, inizia però a trascurare la sua vita quotidiana. Eden ripercorre i passi del “French touch” dal 1992 a oggi, rievocando una generazione che è stata in grado di riscrivere le regole della musica dance grazie a musicisti come i Daft Punk, Dimitri from Paris, Cassius, Alex Gopher e altri.

Mia Hansen-Løve: “Ho finito di girare Un amore di gioventù con la consapevolezza di aver reso un’idea quanto più possibile coerente. Considerare i miei primi tre film come una sorta di trilogia, mi ha fatto sentire il bisogno di andare avanti. Nello stesso periodo, mio fratello Sven, Dj per vent’anni, ha deciso di chiudere questo percorso e di cambiare stile di vita. Anche lui ha sentito l’esigenza di ripartire e cominciare a scrivere, cosa che avrebbe sempre voluto fare. Dopo aver visto Qualcosa nell’aria di Olivier Assayas, che racconta la storia della sua generazione attraverso gli anni dell’adolescenza, ho pensato: «Cosa accadrebbe se girassi un film sulla mia generazione,quella dei giovani tra il 1990 e il 2000, da una prospettiva più ampia rispetto al quella di Un amore di gioventù? Cosa verrebbe fuori?». La storia di mio fratello, la sua carriera come Dj dalla nascita dei rave e la scoperta della musica elettronica fino al successo mondiale del French Touch, una certa disillusione che l’ha spinto a cambiare la sua vita, sembrano racchiudere l’energia e le aspirazioni della mia generazione”. 

Mia Hansen-Løve, dopo due cortometraggi, ha diretto il suo primo film Tout est pardonné (2007) presentato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes e vincitore del premio Louis-Delluc come miglior esordio. Il film successivo, Il padre dei miei figli, ispirato agli ultimi giorni del produttore Humbert Balsan, è stato presentato al festival di Cannes nel 2009 nella sezione Un Certain Regard. Nel 2010 la rivista Variety ha classificato Mia Hansen-Løve tra i primi dieci registi internazionali da conoscere. Un anno dopo, ha diretto Un amore di gioventù, film che ha ottenuto un ampio successo di pubblico e l’unanime consenso della critica



giovedì 22 aprile 2021

APACHES, “Gente dei Cactus”

In lingua  zufri,  Apache vuol dire  "Nemico" e questo dice tutto sul modo nel  quale questo popolo era visto dai propri vicini.  Gli Hopi, però, preferivano chiamarli  "Gente  dei Cactus",  per contrapporre il proprio modo di vivere alloro, errante e nomade. Gli Apache infatti non coltivavano la terra né allevavano bestiame, e l'asprezza del territorio nel quale vivevano non consentiva loro di accumulare troppe provviste  per l'inverno: dunque, le razzie costituivano  l'unico mezzo attraverso  il quale procurarsi il necessario. La Loro economia, in sostanza, si basava sulla rapina. Apache è un  nome affascinante, che suggerisce un'affinità tra queste  coriacee piante  spinose  e il  modo  nel quale gli Apache affrontavano la vita in ogni suo aspetto. Guerra compresa. La guerra della "Gente dei Cactus" era, infatti, "pungente" proprio come le spine di  queste piante:  gli Apache rifuggivano  lo scontro  in campo aperto ogni  qualvolta ne avevano l'occasione e preferivano affidarsi a fulminee  incursioni, dopo le quali sparivano nel nulla come fantasmi. Il  loro era un modo di combattere rapido e brutale, dunque, ma anche insidioso, fatto di agguati  e ingegnose imboscate. Gli  Apaches  normalmente utilizzano tre tipologie di imboscate da loro.La prima, divenuta in seguito talmente nota  da non  ingannare quasi più nessuno, consisteva nel mandare uno sparuto gruppo di guerrieri  contro il  nemico, fingendo casualità nel contatto, e di farli poi ripiegare velocemente in modo da attirare gli inseguitori in trappola; per la riuscita erano necessari cavalli freschi e veloci, guerrieri coraggiosi disposti a fungere da  esca e un nemico poco accorto che si facesse prendere dall'entusiasmo di una facile vittoria. Meno conosciuto era il trucco di fingere una fuga dopo le prime scaramucce e di riparare con apparente panico all'interno di una zona di folta vegetazione, dove quindi la visibilità fosse scarsa, per poi uscirne in due gruppi separati che, manovrando a semicerchio, sorprendevano il nemico da entrambi i fianchi. Ma lo stratagemma più usato era quello più semplice: osservare con invisibili esploratori la marcia del nemico per poi  organizzare una letale imboscata in un luogo favorevole lungo il tragitto, in genere angusti canyon o gole dalle pareti a picco. In alcuni casi, ci si poteva permettere il lusso di risparmiare le preziose munizioni e bersagliare dall'alto  i nemici con massi e grosse pietre. 




giovedì 15 aprile 2021

DALL' ARRAMPICARSI SUGLI ALBERI - Bertolt Brecht

I. 

Quando  uscite dalla vostra acqua a sera 

— poiché dovete  essere nudi e la pelle morbida  — 

salite anche sui vostri grandi alberi 

alla brezza leggera. E il cielo deve essere smorto. 

Scegliete grossi alberi che a sera, neri 

e pigri, cullano le loro vette! 

E  attendete la notte nel loro fogliame 

e intorno la fronte  incubo e pipistrello! 

2. 

Le foglioline ispide nei cespugli graffiano 

la vostra schiena che  saldamente dovete 

rizzare tra i rami; cosí vi arrampicate 

con  un leggero  gemito piú in alto tra i rami. 

È tanto bello cullarsi sull'albero! 

Ma non  cullatevi con le ginocchia! 

Dovete  essere per l'albero  come la sua vetta 

da cento anni a sera: lei lo culla. 


giovedì 8 aprile 2021

FOR YOU LOVE – The Yardbirds

Gli Yardbirds compaiono sulla scena musicale dal nulla, infatti sul retro della copertina del 45 giri si
racconta come sono nati e la storia di ogni componente. Con un errore. All'interno del gruppo risulta ancora Eric Clapton che, non approvando la svolta commerciale  intrapresa dagli altri proprio con questo brano, decide di andarsene al momento dell'uscita del disco. La copertina indica come chitarrista Jeff Beck, che si inserisce dopo che Jimmy Page ha declinato l'offerta. Jimmy entrerà negli Yardbirds quando se ne andrà anche  Beck e li trasformerà in Led Zeppelin. For  Your  Love comunque  li proietta nelle classifiche 30 in Inghilterra e 5° negli USA. 
Per il tuo amore
Per il tuo amore
Per il tuo amore
Ti do di tutto e di più, e questo è certo
Per il tuo amore
Ti porto anelli di diamanti e altre cose direttamente a casa tua
Per il tuo amore
Per emozionarti di gioia, ti regalo diamanti luminosi
Ci saranno giorni che entusiasmeranno
Ti faranno sognare di me di notte
Per il tuo amore
Per il tuo amore
Per il tuo amore
Per il tuo amore, per il tuo amore
Darei le stelle sopra
Per il tuo amore, per il tuo amore
Ti darei tutto quello che potevo
Per il tuo amore
Per il tuo amore
Per il tuo amore
Darei la luna se fosse mio per dare
Per il tuo amore
Darei le stelle e il sole per vivere
Per il tuo amore
Per emozionarti di gioia, ti regalo diamanti luminosi
Ci saranno giorni che entusiasmeranno
Ti faranno sognare di me di notte
Per il tuo amore
Per il tuo amore
Per il tuo amore
Per il tuo amore
Per il tuo amore
La nascita degli Yardbirds, uno dei gruppi più influenti della scena beat, si può far risalire al 1963, anno in cui la Metropolis Blues  Band, un  quartetto fondato l'anno prima da Keith Relf e da Paul  Samwell-Smith, si fonde con i Suburbitan, formazione che comprende Top Topham, Chris Dreja e Jim McCarty. Dall'unione dei cinque nascono gli Yardbirds (nome che non significa "gallinacci" come annuncerà Mike Bongiorno in un famoso festival di Sanremo, ma in slang sta a indicare i vagabondi che vivono lungo le ferrovie). Quando il gruppo comincia a prendere quota e viene ingaggiato da Giorgio Gomelsky  nel suo locale di Richmond, il Crawdaddy, Topham, il chitarrista, se ne va e viene sostituito da Eric  Clapton, già con i Roosters e Casey Jones & The Engineers. Al  Crawdaddy gli Yardbirds prendono il posto di un giovane gruppo che ha fatto fortuna, i Rolling Stones, e come loro si fanno notare per le puntigliose riletture dei classici rock e blues americani. Proprio nel locale di Gomelsky il quartetto ha l'onore di accompagnare nel dicembre 1963 l'armonicista Sonny Boy Williamson: le registrazioni, pubblicate poi su vari dischi, sono le prime in ordine di tempo di Clapton e compagni. La piccola fama che gli Yardbirds si guadagnano nel periodo (con Williamson suonano ancora al First R&B Festival di Birmingham) porta a ripetuti contatti discografici alla ricerca di un ingaggio. Dopo il rifiuto della Decca e della CBS (che anni dopo pubblicherà in Olanda due demo del gruppo,
Boom Boom  e Honey In Your Hips, la Columbia 
infine sigla un accordo e pubblica FIVE LIVE YARDBIRDS, registrato dal vivo al Marquee nel marzo del 1964. Gli inizi del  complesso sono tutt'altro che fortunati. I Wish You Would e Good Morning Little Schoolgirl, i primi singoli editi nel 1964, vendono male, e Keith Reif crea problemi ai compagni per le sue ricorrenti crisi d'asma. Al Jazz Blues Festival di Richmond, in agosto, viene sostituito da Mike O'Neill degli Authentics. La svolta avviene qualche mese più tardi, quando gli Yardbirds partecipano con successo al Beatles Christmas Show (dal 25 dicembre al 6 gennaio 1965) e si affidano a un giovane compositore,  Graham Gouldman, per il loro nuovo 45 giri, For Your Love. Il brano ha una  genesi contrastata: Clapton è contrario a inciderlo, ritenendolo troppo lontano dallo standard blues,  ma Samwell-Smith  insiste e grazie a Keith Relf riesce a imporlo con un arrangiamento oltretutto molto facile. Registrato con l'aiuto di Brian Auger alle tastiere e di altri musicisti (Dreja è alla chitarra, Clapton si limita al minimo), il brano sale vertiginosamente in classifica e lancia gli Yardbirds nella stratosfera del beat. Per dignità e coerenza Eric Clapton abbandona il  gruppo. Al suo posto, dopo un fallito abboccamento con Jimmy Page, subentra Jeff Beck, già con i Tridents. Destino vuole che la prima esibizione degli Yardbirds nuova edizione cada il 5 marzo 1965, data di uscita ufficiale di For Your Love. 



giovedì 1 aprile 2021

NAZARIN – Luis Bunuel

Il prete Nazarin procede nella grande tradizione degli spagnoli pazzi avviata da Cervantes. La sua pazzia consiste nel prendere sul serio le grandi idee e le grandi parole, e nel cercare di vivere di conseguenza. Pazzo è colui che rifiuta di ammettere che la realtà è reale, anche  quando è soltanto un'atroce  caricatura di come  dovrebbe essere la realtà. Don Chisciotte vede la sua Dulcinea nella figlia di un contadino, e Nazarin riconosce l'immagine desolata dell' "uomo caduto" dietro le mostruose fattezze di Andara e Ujo; e l'eco dell'amore divino dietro la frenetica bellezza di Beatriz. Lungo  tutto il film noi seguiamo la "cura" del pazzo Nazarin, o meglio la sua tortura. Egli è respinto  da tutti coloro che incontra, i ricchi perché lo considerano un pericoloso antisociale, gli altri, le vittime, perché hanno bisogno di un genere di consolazione  diverso e più efficace nell'immediato. Le stesse donne che lo seguono (un misto tra Sancho Panza e Maria Maddalena) hanno nei suoi confronti sentimenti ambigui. Mentre l'ultima rivelazione gli giunge in prigione, dov'è costretto tra criminali e assassini: la "bontà" di Nazarin, esattamente come la "cattiveria" di El Sacrilego, è priva di  conseguenze pratiche in un mondo dove ciò che conta è soltanto l'efficacia. In questo senso, Nazarin è per Bunuel la storia della perdita di un'illusione: quella del Cristianesimo. Ma c'è dell'altro. Mentre l'immagine di Cristo si fa sempre più pallida nella coscienza di Nazarin, un'altra immagine si fa strada: quella dell'uomo. Gradualmente, Bunuel ci mostra attraverso una serie di episodi esemplari questa doppia evoluzione: la distruzione dell'illusione divina e la scoperta della realtà dell'uomo. Il soprannaturale cede il posto alla natura e al suo  potere. Una rivelazione che appare più forte in due momenti indimenticabili del film: quando Nazarin offre la sua "consolazione celeste"  alla moribonda innamorata, che risponde, fedele al suo  amore: «Cielo  no, Juan si»; e alla fine, quando Nazarin rifiuta dapprima l'elemosina, per poi accettarla, non come carità, ma come segno di amicizia. Così, Nazarin abbandona la sua solitudine: ha perso Dio, ma a trovato amore e fratellanza.