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domenica 5 marzo 2017

UNA DONNA SPOSATA di Jean-Luc Godard

Frammento della giornata di una donna parigina del 1964. Charlotte Giraud fa l'amore con l'amante l'attore Robert, va a prendere il bambino a scuola,  cena con il marito l'industriale Pierre, e il regista Leenhardt. Si succedono quattro lunghi monologhi: Pierre parla della memoria, Charlotte del presente, Leenhardt dell'intelligenza, la cameriera Madame Céline del sesso.

Ho finito di girare UNA DONNA SPOSATA, un film in cui i soggetti sono considerati come degli oggetti, in cui gli inseguimenti in taxi si alternano alle interviste etnologiche, in cui lo spettacolo della vita si confonde in definitiva con la sua analisi; insomma, un film in cui il cinema si muove libero e felice di non essere altro che se stesso.
(Jean-Luc Godard, "Il cinema è il cinema", Garzanti, Milano 1971)

L'uomo di cinema che a mio avviso è meglio riuscito a mettere a fuoco la condizione, o almeno una certa condizione femminile moderna, è Godard con una buona parte della sua produzione e in particolare con UNA DONNA SPOSATA. Questo soggetto composto di due gambe, gonna, reggiseno, di un marito, un amante che, secondo la lapidaria definizione dello stesso autore e attraverso l'occhio duramente, paradossalmente provocatorio della sua cinepresa, risulta essere la protagonista, che l'intero contesto sociale in cui si muove, gli uomini, le altre donne, la stampa, il cinema, la pubblicità, contribuiscono a confermare proprio nella sua qualità di oggetto, mi pare l'accusa più pesante e circostanziata della pressione condizionatrice esercitata dalla civiltà attuale sulla donna. 
(Carlo Ravaioli, "La donna contro se stessa", Laterza, Bari 1969)  
  

lunedì 28 settembre 2015

BEGGARS BANQUET il '68 dei Rolling Stones

Per questo Banchetto dei mendicanti i Rolling recuperano tutte le energie migliori del bagaglio rock: L'impegno del gruppo è totale ed i risultati consistono in un sound che, seppure diversificato ed aperto a nuove evoluzioni, si mostra estremamente rifinito e suggestivo. Gli spazi sonori sono coperti con precisione da tutti i componenti della band, ma dal compattissimo ensamble emergono, ancora una volta le finezze chitarristiche di Jones e Richard e l'inebriante interpretazione di Jagger. Se diversificate sono le scelte della sonorità, per i contenuti dei testi si naviga nel contraddittorio. Ma è il 1968; quale data migliore per rispecchiare le contraddizioni della vita sociale e delle spinte culturali che in essa si agitano? E infatti l'LP contiene due brani dal contenuto diametralmente opposo: l'una, Sympathy for the devil, canta di untorbido patto con le forze diaboliche del male, l'altra, Street fighting man, si fa carico dell'esplosiva tensione politica circolante nei paesi dell'occidente industriale. Jean-Luc Godard, coglie meglio di ogni altro, con il film One plus one / Sympathy for the devil, questi aspetti contrastanti presenti negli Stones e nell'universo culturale che li circonda.
Gli echi rumorosi delle rivolte di piazza rimbalzano da Parigi alla sonnolenta Londra, dove la carica ribelle può contare anche sulle forze entusiaste della musica rock.



Ehi ragazzo, dappertutto sento il rumore dei passi di dimostranti che caricano
perché, ragazzo, l'estate è arrivata ed è il momento adatto per lottare nelle strade.
Ma che può fare un povero ragazzo
se non suonare in un gruppo rock'n'roll,
visto che nella sonnolenta Londra
non c'è proprio posto per chi lotta nelle strade,
proprio no.