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giovedì 24 maggio 2018

Noi rifiutiamo di stare al gioco MAGGIO 1968

Roma, Berlino, Varsavia, Parigi. E' chiaro, gli studenti si alzano tardi e sono coraggiosi. Ma questo non spiega tutto, soprattutto non spiega perché gli studenti insorgono e trascinano con sé molti professori. Noi respingiamo questa società di repressione. Noi non abbiamo voglia di far funzionare meglio questa università obbligata, oggi, a formare non solo i capi, ma anche i capetti e i piantoni necessari alle moderne società capitaliste: da qui d'altronde nasce una circostanza di cui profittiamo: il gran numero di studenti e l'importanza per tutta la società del problema dell'università.
 L'università è veramente universale solo per l'organizzazione esplicita o implicita, della repressione. Quali mezzi sono dati agli studenti per modificare gli dcopi degli insegnamenti e il modo in cui si sviluppano le scienze "esatte" o "umane"? Nessuno, certo perché questa società in cui ogni volta che si consuma si è un po' meglio venduti, è una società in cui non si ha scelta, si ha solo il diretto di essere diretti: a scuola, in fabbrica, nei partiti, nelle elezioni. Quando non c'è lavoro per i giovani, è l'esercito che fa le assunzioni.
Il gioco politico in cui paternalisticamente ci aspetterebbe uno strapuntino è solo il riflesso di questa situazione. Mai vi si esprime il rifiuto. Tutte le forze politiche hanno accettato una costituzione che regola una organizzazione poliziesca della nazione diretta a partire da un palazzotto del secondo impero. A questo gioco noi rifiutiamo uno strapuntino, e siamo chiari: rifiutiamo anche le poltrone...
(Editoriale tratto da ACTION n° 2 13 maggio 1968)

giovedì 26 ottobre 2017

NOI VOGLIAMO LA RIVOLUZIONE DEI CUORI

Noi non crediamo alla giovinezza e alla vita. De Gaulle salvaci tu.  NOI CREDIAMO ALLA RINASCITA, ALL’ENTUSIASMO, ALLA MARCIA IN AVANTI. SALVIAMOCI DA SOLI.

Noi non crediamo alla solidarietà degli studenti e dei lavoratori. De Gaulle salvaci tu. NOI VOGLIAMO DISTRUGGERE LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI E DEGLI STUDENTI. SALVIAMOCI DA SOLI.

Noi non crediamo alla forza del popolo. De Gaulle salvaci tu. NOI SAPPIAMO CHE SOLO IL POPOLO DIRIGE IL SUO DESTINO. SALVIAMOCI DA SOLI.

Noi non crediamo all’intelligenza e all’immaginazione. De Gaulle salvaci tu. NOI DISTRUGGIAMO LE BARRIERE DELL’ABITUDINE, DELLA STUPIDITÀ E DELLA NOIA. SALVIAMOCI DA SOLI.

Noi non crediamo alla responsabilità degli individui e alla fraternità fra gli uomini. De Gaulle salvaci tu. NOI PROCLAMIAMO IL DIRITTO DI CIASCUNO ALLA VERITÀ E ALL’INIZIATIVA. SALVIAMOCI DA SOLI.

Noi vogliamo che nulla si muova, fino all’immobilità della tomba. De Gaulle salvaci tu. NOI VOGLIAMO LA RIVOLUZIONE DEI CUORI, DEGLI SPIRITI, DELLE ISTITUZIONI, DELLA VITA. SALVIAMOCI DA SOLI.

COMITATO D’AZIONE DE L’EPÉE DE BOIS (Francia, Volantino maggio 1968)

lunedì 28 settembre 2015

BEGGARS BANQUET il '68 dei Rolling Stones

Per questo Banchetto dei mendicanti i Rolling recuperano tutte le energie migliori del bagaglio rock: L'impegno del gruppo è totale ed i risultati consistono in un sound che, seppure diversificato ed aperto a nuove evoluzioni, si mostra estremamente rifinito e suggestivo. Gli spazi sonori sono coperti con precisione da tutti i componenti della band, ma dal compattissimo ensamble emergono, ancora una volta le finezze chitarristiche di Jones e Richard e l'inebriante interpretazione di Jagger. Se diversificate sono le scelte della sonorità, per i contenuti dei testi si naviga nel contraddittorio. Ma è il 1968; quale data migliore per rispecchiare le contraddizioni della vita sociale e delle spinte culturali che in essa si agitano? E infatti l'LP contiene due brani dal contenuto diametralmente opposo: l'una, Sympathy for the devil, canta di untorbido patto con le forze diaboliche del male, l'altra, Street fighting man, si fa carico dell'esplosiva tensione politica circolante nei paesi dell'occidente industriale. Jean-Luc Godard, coglie meglio di ogni altro, con il film One plus one / Sympathy for the devil, questi aspetti contrastanti presenti negli Stones e nell'universo culturale che li circonda.
Gli echi rumorosi delle rivolte di piazza rimbalzano da Parigi alla sonnolenta Londra, dove la carica ribelle può contare anche sulle forze entusiaste della musica rock.



Ehi ragazzo, dappertutto sento il rumore dei passi di dimostranti che caricano
perché, ragazzo, l'estate è arrivata ed è il momento adatto per lottare nelle strade.
Ma che può fare un povero ragazzo
se non suonare in un gruppo rock'n'roll,
visto che nella sonnolenta Londra
non c'è proprio posto per chi lotta nelle strade,
proprio no.