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mercoledì 12 novembre 2014

Tutto è di tutti

Si dicono delle belle cose sulla necessità di dividere ciò che si possiede con coloro che non hanno nulla. Ma chiunque provi a mettere in pratica questo principio è subito messo in guardia che tutti questi grandi sentimenti son buoni soltanto per i libri di poesie, non certo per la vita reale ... E ci abituiamo, ed educhiamo i nostri figli a vivere con una moralità a doppia faccia, da ipocriti! ... Ma una società non può continuare a vivere in questo modo; essa deve ritornare alla verità o sparire.

Tutto è di tutti! E purché l'uomo e la donna arrechino la loro quota di lavoro, hanno diritto alla loro quota di ciò che sarà prodotto da tutti. E questa quota concederà loro come minimo l'agiatezza. Finiamola con queste formule ambigue quali il diritto al lavoro, o a ciascuno il prodotto integrale del suo lavoro. Ciò che noi proclamiamo è il diritto all'agiatezza - l'agiatezza per tutti! 
(Petr A. Kropotkin)

martedì 10 giugno 2014

La necessità di una rivoluzione immensa

Si avverte la necessità di una rivoluzione immensa, implacabile, che venga non solo a sconvolgere il regime economico basato freddamente sullo sfruttamento, sulla speculazione e sulla frode, venga non solo a rovesciare la gerarchia politica basata sul dominio dei pochi, esercitato attraverso l'astuzia, l'intrigo e la menzogna, ma venga anche a smuovere la società nella sua vita intellettuale e morale, scuotere il torpore, rivoluzionare il costume, portare, fra le vili e meschine passioni del momento, il soffio vivificante delle nobili passioni, dei grandi slanci, delle generose dedizioni.

domenica 13 aprile 2014

Il Sistema Parlamentare

Mentre da ogni parte noi assistiamo allo sfacelo del parlamento e da ogni lato sorge una critica ai principi stessi del sistema - non più soltanto alle sue applicazioni - come può mai accadere che dei socialisti rivoluzionari difendano questo sistema, condannato a morte?
Elaborato dalla borghesia per far fronte alla monarchia, e insieme per accrescere il suo dominio sui lavoratori, il sistema parlamentare è, per eccellenza, la forma del regime borghese.
I fautori di questo regime non hanno mai seriamente sostenuto che un parlamento o un consiglio nazionale rappresenti la nazione o la città; i più intelligenti fra essi sanno che ciò è impossibile.

giovedì 27 febbraio 2014

La vita in società

La vita in società, permette agli animali più deboli, ai più deboli fra gli uccelli e i mammiferi, di resistere e di difendersi contro gli uccelli e gli animali da preda più terribili; rende possibile la longevità; consente alla specie di allevare i piccoli con il minor spreco di energie possibili e di mantenere più o meno costante il numero dei suoi membri nonostante un bassissimo tasso di natalità. Quindi, pur ammettendo che forza, rapidità, colori protettivi, astuzia e capacità di resistenza alla fame e al freddo, cioè le qualità indicate da Darwin e Wallace, sono altrettanti elementi a vantaggio dell'individuo o della specie in date circostanze, sosteniamo che in qualsiasi circostanza la socialità è il più grande vantaggio nella lotta per l'esistenza. Quelle specie che consapevolmente vi rinunciano sono destinate all'estinzione, mentre gli animali che meglio degli altri sanno vivere in società sono quelli che hanno maggior possibilità di sopravvivere e di evolversi, anche se sono inferiori agli altri in tutte le facoltà enumerate da Darwin e da Wallace, eccezion fatta per la facoltà intellettuale. 

domenica 17 novembre 2013

Nessuna autorità

Noi (anarchici) ci rappresentiamo una società in cui le relazioni fra i suoi membri sono regolate non più dalle leggi, eredità di un passato di oppressione e di barbarie; ma da impegni reciproci, liberamente conclusi e sempre revocabili. Questi costumi però non devono essere pietrificati e cristallizzati dalla legge e dalla superstizione, ma conviene abbiano uno sviluppo continuo, adattandosi ai bisogni nuovi, ai progressi del sapere e delle invenzioni, e al crescere di un ideale sociale sempre più razionale e sempre più elevato. Quindi, nessuna autorità che imponga agli altri la propria volontà. Nessun governo d'uomo per l'uomo. Nessuna immobilità nella vita: una evoluzione continua come nella vita della natura.

lunedì 4 novembre 2013

La vendetta

Possiamo dire che la vendetta non è un fine in sé? Certo che non lo è. Ma è umana, e tutte le rivolte hanno avuto e conserveranno a lungo questo carattere. In realtà, noi, che non abbiamo sofferto delle persecuzioni di cui essi, gli operai, sono stati vittime; noi che ci isoliamo in casa nostra dal grido e dalla vista delle sofferenze umane, non siamo giudici di chi vive in mezzo a quest'inferno ... Personalmente odio le esplosioni dinamitarde, ma non posso impancarmi a giudice di uomini che sono spinti alla disperazione ... C'è una sola cosa: non bisogna erigere la vendetta a teoria. Nessuno ha il diritto di istigarla in altri; ma chi sente in tutte le sue fibre quest'inferno, e compie un atto disperato, abbia come giudici i suoi affini, i suoi eguali che hanno subito sofferenze da paria.