Visualizzazione post con etichetta cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cinema. Mostra tutti i post

venerdì 10 marzo 2023

L’Astronave atomica del dottor Quatermass

Con caratteristica  audacia Kneale traspone nell'Astronave atomica  del dottor Quatermass  gli elementi  essenziali  della leggenda di Frankenstein nel mondo moderno della scienza e della tecnologia spaziale, giocando sulla paura della sua epoca verso i 'misteri dello spazio. Con il  suo eroe-scienziato, spietatamente  votato alla causa e glacialmente distaccato (interpretato da Brian Donlevy), il suo tragico mostro - che come Karloff in Frankenstein (Frankenstein,1931) di James Whale ha un innocente incontro con  una  ragazzina - e il suo infuocato olocausto finale, il film anticipò il grande  successo  della Hammer La maschera di Frankenstein (The  Curse of Frankenstein, 1957). La scelta dell'abbazia di Westminster come luogo del momento culminante dell'azione enfatizzò  il tema della lotta tra bene e male, tema che Kneale doveva poi sviluppare nell'Astronave degli esseri perduti. L'astronave atomica del dottor Quatermass è dominato dalla magnifica interpretazione di Richard Wordsworth nel ruolo tragico di Victor Carroon, l'unico membro di un equipaggio spaziale che riesce a sopravvivere  e a far ritorno sulla Terra, purtroppo in uno stato di shock che lo ha reso muto. Carroon risulta essere preda di una forma di pura  energia che si mantiene in vita nutrendosi di sangue umano e che, potendo fare una sintesi di vita animale e vegetale, intende servirsi di lui per conquistare il mondo. In fuga dall'ospedale, Carroon si lascia alle spalle una serie di corpi dissanguati, mentre gradualmente si trasforma in un essere fungiforme, ma alla fine è intrappolato e distrutto da una scarica elettrica. Scarno, con gli occhi infossati, muto e col passo strascicato, Wordsworth lascia un ricordo indelebile mentre combatte  una battaglia dolorosa e perdente contro la forza che lo possiede  e che distrugge la sua umanità. Gli omicidi non vengono mostrati, ma solo gli eventi che li anticipano e le loro conseguenze; ciò permette  al regista, Val Guest, di creare un crescendo di tensione che non si allenta fino alla fine. Il film, comunque, ha un  finale inquietante, poiché Quatermass, apparentemente del tutto impassibile di fronte alla tragedia, continua con determinazione a preparare  un nuovo lancio spaziale. 



                 


venerdì 3 marzo 2023

Il fenomeno QUATERMASS

Negli Anni cinquanta un serial televisivo originò una serie di tre film di fantascienza che esplorava, con rara complessità e profondità il tema dominante del tempo: l’invasione degli Alieni. Una delle produzioni di maggior effetto della televisione britannica negli Anni Cinquanta  fu un serial di tre film fantascientifici, scritti da Nigel Kneale, che avevano come protagonista uno scienziato nucleare caparbio e irascibile, il dottor Bernard Quatermass. Come ha ammesso lo stesso Kneale, tutti e tre i film presentavano sostanzialmente la stessa trama: un extraterrestre minaccia la Terra e alla fine è sconfitto da Quatermass, nonostante si intromettano burocrati impiccioni  e ottusi militari. Ma, in ogni copione, progressivamente, il tema venne esplorato con maggiore  profondità e a sempre maggiori livelli di significato. Questi copioni furono anche  esempi di alta costruzione drammatica, di tensione crescente e di suspense, e sfociavano inesorabilmente  in rivelazioni mostruose. La Hammer  Film Productions, all'epoca una  piccola compagnia specializzata in film di serie B aventi come protagonisti attori americani in declino, acquistò i diritti del serial televisivo e ne trasse un primo film,  L'astronave atomica  del dottor Quatermass (The Quatermass Experiment), intitolato inizialmente The Quatermass  Xperiment (1955), una trovata  pubblicitaria per sfruttare l'introduzione nel 1951 del Certificato X da parte dell'Ente Britannico di Censura Cinematografica. Fu un grande successo, cui fece subito seguito una versione cinematografica del secondo film del serial, I vampiri dello spazio (Quatermass II,1957), che convinse la Hammer che il suo futuro stava nella fantascienza  e nei film dell'orrore. Fu solo nel 1967 che lo studio girò il terzo e migliore film della serie, L'astronave degli esseri perduti (Quatermass and the Pit). Kneale, benché non avesse  adattato il primo  film della serie, preparò le sceneggiature del secondo e del terzo; considerate insieme, queste opere rappresentano uno dei contributi britannici più intelligenti e soddisfacenti al cinema di fantascienza. L'astronave atomica del dottor Quatermass e I vampiri dello spazio,  con la loro fotografia in bianco e nero, tetra e suggestiva, sono autentici prodotti degli  Anni Cinquanta. La regia pulita di Val Guest li investe di realistica immediatezza giornalistica e rende alla perfezione l'atmosfera di paranoia che contraddistinse il periodo della guerra fredda, del movimento per il disarmo  nucleare e della crisi di Suez. 



                          


giovedì 12 marzo 2020

CIAO MAX

IL SETTIMO SIGILLO Ingmar Bergman 1958
Il cavaliere Antonius Block, di ritorno nella propria terra dalle crociate, trova ad attenderlo la Morte. Riuscirà a ritardare il proprio ineluttabile destino impegnandola in un'estenuante partita a scacchi, che nessuno dei due può permettersi di perdere; il tutto sullo sfondo di una Svezia martoriata dalla peste e dalla superstizione.
Titolo tra i più noti della vasta filmografia bergmaniana, Il settimo sigillo mantiene inalterata la sua ossimorica levità, mostrandosi anche oggi, a sessant’anni di distanza, una straordinaria rappresentazione della vita e della morte, della fede e della (impossibile) ricerca di Dio, dell’amore e della speranza. Un’immersione in un Medioevo quantomai allegorico, dominato dal contrasto tra luci e ombre, alla ricerca di domande e (non più) di risposte.
Max Von Sydow interpreta Antonius Block

LA FONTANA DELLA VERGINE Ingmar Bergman 1960
Durante il tragitto nella foresta, Karin viene adescata da tre fratelli, pastori miserandi, di cui uno muto e un altro ancora bambino. La ragazza accetta di dividere il pranzo con i tre, ma quando si renderà conto delle loro reali intenzioni sarà troppo tardi. I pastori la violentano sotto gli occhi del bambino, poi la uccidono con una bastonata. Proprio quella sera riceveranno ospitalità nella casa del padre della ragazza, ignaro della sorte della figlia. Scoperta la colpa dei pastori, il padre li uccide uno dopo l’altro.
Parabola sacra e fiaba pagana, opera di altissimo rigore espressivo, La fontana della vergine di Ingmar Bergman si delinea come una presa di coscienza del travaglio tra Fede e dubbio, poco prima del “silenzio di Dio”
Max Von Sydow interpreta Töre

L’ESORCISTA William Friedkin 1973
Il film, tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty, segue le vicende del sacerdote cattolico Merrin, impegnato in una missione archeologica in Iraq; del giovane gesuita e psichiatra Damien Karras, nel bel mezzo di una crisi di fede in seguito alla morte della madre; e dell’attrice Chris MacNeil, la cui figlia dodicenne Regan ha da poco iniziato a dare segni di grave squilibrio, che i medici non riescono ad identificare all’interno di una patologia precisa.
L’esorcista è una pietra miliare del cinema di genere ma non dovrebbe essere catalogato come film dell’orrore; principalmente il film di Friedkin è una pellicola drammatica sulla storia di una famiglia distrutta, sui problemi di una separazione (ricordiamo che siamo negli anni ’70), sulla fede in qualcosa di ultraterreno e sul credere o meno che il male possa esistere veramente, mettendo in gioco tutto ciò in cui crediamo per il bene di una persona cara, come una figlia.
Max Von Sydow interpreta Padre Lankaster Merrin

CADAVERI ECCELLENTI di Francesco Rosi 1975
L’ispettore Rogas indaga su vari omicidi di giudici: sospetta un farmacista scomparso, accusato dalle vittime ingiustamente, ma il capo della polizia, in combutta con i vertici militari, gli fa pressione affinché accusi i gruppi rivoluzionari giovanili.
“Cadaveri eccellenti” non è e non vuole essere un film facile; è un film di spessore autoriale girato in maniera magistrale e che lascia aperte molto domande sul nostro futuro
Max Von Sydow interpreta il Presidente del tribunale Riches

I TRE GIORNI DEL CONDOR Sydney Pollack 1975
Joe Turner, ricercatore della CIA, si salva per puro caso dalla strage in cui cadono i suoi colleghi. Presto scopre di non potersi fidare dei superiori, e di doversi salvare da solo. Non è detto che ci riesca.
Pervaso da un’ottica fortemente pessimistica, dalla quale emerge un’esplicita e rassegnata diffidenza nei confronti delle istituzioni governative, il capolavoro del thriller I tre giorni del Condor è dominato da una suspense che si snoda per l’intera durata della pellicola, coprendo la realtà con il velo deformante del sospetto
Max Von Sydow interpreta il Killer indipendente G. Joubert

Il DESERTO DEI TARTARI Valerio Zurlini 1976
Il tenente Giovan Battista Drogo viene inviato presso la sperduta fortezza Bastiani. Lì, ai confini col deserto, una guarnigione militare attende da mesi l’arrivo di un nemico che sembra non doversi mai materializzare.
Vocazione per un cinema dei sentimenti ed attenzione storica sembrano conciliarsi nel potente affresco allusivo realizzato dallautore. Lintera vicenda di Drogo e dei suoi compagni diviene infatti loccasione per unallegorica rappresentazione dell’esistenza umana
Max Von Sydow interpreta il Capitano Ortiz

FLASH GORDON Mike Hodges 1980
l volo charter che trasporta l'aitante campione sportivo Flash Gordon e la bella Dale Arden è costretto ad un atterraggio di fortuna nei pressi del laboratorio del dottor Zarkov. Lo scienziato che ha riconosciuto, nei continui disastri geo-atmosferici da cui la Terra è sempre più spesso flagellata, un subdolo attacco proveniente dallo spazio, è determinato a rintuzzarlo all'origine, ed arruola con la forza i due giovani, trascinandoli con sè in un rischioso viaggio interplanetario. Appena sbarcati su Mongo, però, i tre cosmonauti cadono nelle mani del crudele imperatore Ming, il sovrano assoluto che - con la sua bellissima e volubile figlia Aura - governa il pianeta dall'alto della sua città volante. Affascinato da Dale, Ming progetta di farne la sua sposa, mentre Flash, a sua volta concupito dalla sensuale Aura, trova inattesi alleati tra i popoli vassalli del tiranno. Tra scontri epici e gigantesche battaglie aeree, il biondo eroe recupererà la sua Dale ed avrà la meglio su Ming e le sue armate.
Sull’onda lunga del consenso di pubblico ottenuto da Superman, nel 1980 Dino De Laurentiis fa uscire nelle sale cinematografiche Flash Gordon, una delle sue più costose produzioni; una nuova trasposizione del fumetto nato dalla fantasia di Alex Raymond e inaugurato il 7 gennaio 1934 come indiretta imitazione di Buck Rogers (in Italia venne pubblicato da L’Avventuroso poco dopo, divenendone l’alfiere con il quale si identificava la testata).
Max Von Sydow interpreta l'Imperatore Ming

FINO ALLA FINE DEL MONDO Wim Wenders 1991
Come un puzzle, la vicenda ha una partenza disagevole, che trova la sua logica narrativa nella seconda parte. Una giovane donna incontra due rapinatori di banche. Con uno di loro stabilisce uno strano legame dal quale non è escluso l'interesse. Conosce un giovane misterioso del quale si innamora: l'uomo fugge, inseguito dai servizi segreti di una superpotenza, portandosi appresso uno strano marchingegno con il quale cattura immagini che intende consegnare alla madre affetta da cecità e che potrà vedere tali immagini. L'inventore dell'apparecchio è il padre stesso del giovane. Ma il vecchio scienziato è in aperto dissidio con il figlio a causa di una diversa visione dell'esistenza. La madre potrà vedere le immagini e morirà. L'evento scatena alterne reazioni tra chi era presente all'esperimento. Ciascuno oppresso da un diverso destino e con un futuro carico di incognite
Partendo dal presupposto che va vista la versione originale del film ,quella che dura più di quattro ore, dipanata in tre capitoli principali, si tratta di uno dei film più irregolari di Wenders, road-movie con un retrogusto di fantascienza da serie B che ci porta in giro per le metropoli più belle del mondo. In effetti la parte più riuscita, a mio giudizio, è quella del viaggio per il mondo. Bellissimi, come sempre, i paesaggi ritratti da Wenders.
Max Von Sydow Interpreta Henry Farber

MINORITY REPORT Report Steven Spielberg 2001
Washington D.C., 2054. John Anderton è un detective a capo della Precrimine, sezione della polizia presieduta da Lamar Burgess che ha praticamente annullato gli omicidi in città. Questo è avvenuto grazie alle premonizioni di tre individui (i Precog), che riescono a “vedere” i delitti prima che essi vengano realmente commessi, permettendo alla forze dell’ordine di recarsi sul posto, impedire che il misfatto avvenga e arrestare i futuri colpevoli per le loro intenzioni. Prima di essere adottato su tutta la nazione, il sistema Precrimine deve subire un’accurata indagine che ne certifichi l’assoluta infallibilità, condotta dall’ispettore federale Danny Witwer. Durante una premonizione della precog Agatha , Anderson vede un omicidio di cui scopre di essere il futuro colpevole; per il detective, che si ritiene vittima di un complotto ai suoi danni, comincia così una lunga fuga per provare la sua innocenza.
Grande idea quella che ebbe il geniale Philip Dick nel 1956: superato il sistema classico, plurisecolare, del "sorvegliare e punire" post-factum, ecco l'unico modo per estirpare il male dalla società attraverso la previsione di un delitto che grazie all'intervento della polizia di fatto, paradossalmente, non verrà commesso. Il colpevole viene prelevato e messo in un campo di prigionia una settimana o anche pochi secondi prima di aver commesso il reato. Dunque, una punizione pre-factum; un castigo che anticipa un delitto che, verificatosi solo nell'ordine della metafisica, nella realtà fenomenica è stato evitato; un' ingerenza nel destino del singolo uomo e un limite alla sua libertà di scegliere. La cognizione del male diviene precognizione del delitto.
Max Von Sydow interpreta il Direttore Lamar Burgess

NON HO SONNO Dario Argento 2008
Torino. Ritorna l’incubo di un serial killer creduto morto conosciuto come “il nano” che aveva insanguinato la città negli anni ’80 trucidando 3 donne. L’ex-commissario Ulisse Moretti, che seguì il caso all’epoca, ricomincia ad indagare in proprio, con l’aiuto del figlio di una delle vittime richiamato a Torino da un amico.
Gli amanti del genere e di Argento, ritroveranno comunque vittime grondanti sangue, alcune sequenze ottimamente realizzate (da segnalare, in particolare, la scena iniziale sul treno, in occasione del primo delitto ed il lungo piano sequenza dell'omicidio in teatro) e l'inconfondibile stampo registico di Dario Argento, riuscendo ad apprezzare ugualmente la pellicola.
Max Von Sydow interpreta Ulisse Moretti

IL TRONO DI SPADE serie TV 2011 - 2019
Sette famiglie nobili in lotta per il controllo della mitica terra di Westeros. Le famiglie dominanti sono la Stark Case, Lannister, e Baratheon. L'attrito tra questi clan, e con le restanti grandi case Greyjoy, Tully, Arryn e Tyrell, conduce alla guerra su vasta scala. Tra guerra e confusione politica, un ordine militare trascurato di disadattati, i Guardiani della notte, è tutto ciò che interferirà tra i regni degli uomini e gli orrori che vi sono al di là del ghiaccio.
La serie televisiva creata da David Benioff e D.B. Weiss è tratta dal ciclo di romanzi "Cronache del ghiaccio e del fuoco" di George R. R. Martin.
Max Von Sydow interpreta Il corvo ha tre occhi





martedì 13 agosto 2019

Ricordando George Hilton

George Hilton, il cui vero nome era Jorge Hill Acosta y Lara era nato Montevideo in Uruguay 85 anni fa. Dopo gli inizi in radio, nella metà degli anni '50 si trasferisce in Argentina e appare in diversi fotoromanzi e film nazionali. . Nel 1963 era giunto in Italia seguendo l'esempio di altri attori sudamericani come Jorge Rigaud e Alberto de Mendoza, attirati dalla fiorente industria cinematografica romana. Dopo aver anglicizzato il suo nome in George, ottiene il ruolo principale in una pellicola di pirati: Il corsaro nero nell'isola del tesoro (1965) e interpreta, nello stesso anno, un emulo di 007 nel film comico Due mafiosi contro Goldginger con Franco e Ciccio. Viene lanciato nel genere western dal regista Lucio Fulci col film Le colt cantarono la morte e fu... tempo di massacro (1966), al fianco di Franco Nero ed in breve diviene un'icona nel genere. L'anno seguente partecipa infatti a ben sette produzioni del filone, alimentando la sua fama a livello internazionale ed ottenendo buon seguito soprattutto in Spagna. Diventa una delle maggiori star del cinema italiano assieme a Terence Hill, Franco Nero e Giuliano Gemma. I suo personaggi più famosi sono probabilmente quello del pistolero del west Alleluja, creato insieme al regista Giuliano Carnimeo e quello di Tresette. A partire dai primi anni '70 George Hilton, oltre ai western interpreta film di guerra, i thriller e gli horror di culto.
Le Colt cantarono e fu… tempo di massacro di Lucio Fulci
Tom Corbett, al disperato richiamo d'un vecchio amico di famiglia, Carradine, torna nel paese che lasciò fin da piccolo e trova il fratello Slim abbrutito dall'alcool, la fattoria della sua famiglia ed ogni attività commerciale nelle mani di Scott, un brutale signorotto circondato da un esercito di sicari. Appena giunto Tom tenta invano di avere spiegazioni su quel che è accaduto da Slim, che tace ostinatamente, poi da Carradine, che viene sterminato con la famiglia, e infine dalla vecchia nutrice, che è uccisa sotto i suoi occhi. Presentatosi audacemente nel ranch di Scott, nel pieno di una festa, è brutalmente percosso e frustato dal sanguinario figlio di lui, Junior. Irato per la sequela incredibile di efferatezze, Slim si scuote dalla sua apatia e si pone decisamente al fianco di Tom, rivelandogli che egli è, in realtà, figlio della prima moglie di Scott il quale, tra l'altro, ha assassinato il loro padre. L'inattesa rivelazione non distoglie Tom dai suoi propositi di vendetta. Morto Scott per mano di suo figlio Junior, i due fratellastri, uniti, compiono una totale strage degli uomini al soldo degli Scott. L'ultimo a morire sarà il sadico Junior.

Il tempo degli avvoltoi di Nando Cicero
Kitosh, giovane cowboy alle dipendenze di Don Jaime Mendoza, viene fatto picchiare a sangue dal suo padrone, poiché aveva osato corteggiare sua moglie. Pieno di rancore e di odio, Kitosh lascia il ranch e inizia la vita del fuorilegge, unendosi a un famigerato bandito, Tracy il Nero. Quando Tracy propone di compiere un'azione criminosa ai danni di Don Jaime, Kitosh, desideroso di vendicarsi sul suo ex padrone, accetta senza esitare. I due rapiscono la moglie di Don Jaime e chiedono una forte somma per il riscatto. Pur di riavere sana e salva la moglie, Don Jaime accetta di sacrificare tutto il denaro di cui è in possesso e si reca personalmente a consegnarlo ai due fuorilegge. A questo punto Tracy, approfittando della buona fede di Kitosh lo disarma e si accinge ad ucciderlo, insieme a Don Jaime e alla moglie, per fuggirsene indisturbato con tutto il denaro. Kitosh affronta Tracy e benché ferito riesce ad avere la meglio sul rivale uccidendolo. Restituito a Don Jaime il denaro del riscatto, il giovane si allontana, deciso a ricostruirsi una nuova vita.

Vado… l’ammazzo e torno di Enzo G. Castellari
Il convoglio ferroviario addetto al trasporto dell'oro della "Southern Bank" è attaccato dalla banda del celebre fuorilegge Monetero. Lo Straniero, un cacciatore di taglie da tempo all'inseguimento di Monetero, assiste non visto all'assalto senza intervenire e può così notare che, mentre il capobanda tiene a bada la scorta del convoglio, Pajondo, suo luogotenente, si è impadronito del bottino. Evidentemente esiste un appuntamento tra i due fuorilegge per spartirsi il ricavato del colpo. Terminata l'azione banditesca, infatti, Monetero si lancia sulle tracce di Pajondo, sempre pedinato dallo Straniero. Pajondo, inseguito dalle guardie, viene ucciso prima di poter rivelare a Monetero il nascondiglio dell'oro: unica indicazione del nascondiglio è un medaglione che Pajondo ha lasciato, prima di morire, al suo capo. Quando Monetero cade prigioniero delle guardie, lo Straniero riesce a liberarlo, ricevendo in cambio del suo aiuto la metà del medaglione. Durante la fuga, Monetero perde però la propria metà del medaglione che cade nelle mani di Clayton, un funzionario della "Southern Bank", anch'egli desideroso di impossessarsi dell'oro rubato.

Il dolce corpo di Deborah di Romolo Guerrieri
Marcel e Deborah sono in viaggio di nozze a Ginevra: tutto sembra andare per il meglio, ma un giorno incontrano il loro vecchio amico Philip, che attribuisce loro la colpa del suicidio della fidanzata Susan. Da quel momento in poi, i due sposini sono perseguitati da Philip, che li incalza con messaggi di vendetta. Per affrontare il terrore, Deborah inizia ad assumere barbiturici. Una sera, l'ex amico penetra nella stanza da letto e tenta di uccidere la donna nel sonno: Marcel interviene, innescando una spirale di eventi drammatici che trascinano la coppia nel baratro

La battaglia di El Alamein, di Giorgio Ferroni 
Nell'estate del 1942, le truppe di Rommel avanzano in Africa, costringendo alla ritirata l'ottava armata britannica. Il generale Montgomery decide di attendere il momento favorevole per la controffensiva. Giunta l'ora, gli inglesi sferrano l'attacco. Il generale Rommel, tornato alla testa dell'"Africa Korps", dopo un assurdo ordine di abbandonare il comando impartitogli da Hitler, giudica miglior partito ritirarsi, ordinando alla divisione italiana Folgore di ritardare ad ogni costo l'avanzata britannica. Il tenente Giorgio Borri posto alla difesa di un importante caposaldo, è imbevuto di retorica fascista e crede ciecamente nella guerra. L'avventatezza con cui durante un'azione del nemico ha provocato la morte di alcuni dei suoi uomini, ha generato verso di lui tra i soldati un astio profondo, appena temperato dalla simpatia che suscita invece suo fratello Claudio, maresciallo dei bersaglieri.

Testa t'ammazzo, croce... sei morto. Mi chiamano Alleluja di Giuliano Carnimeo
In Messico, durante l'impero di Massimiliano, il pistolero Alleluja riceve l'incarico dal generale rivoluzionario Ramirez di impadronirsi di una borsa di gioielli che l'imperatore sta inviando negli Stati Uniti per ottenere in cambio delle armi. Alleluja si prepara ad agire non tanto per la ricompensa, quanto perché ha intenzione di tenere per sé l'oro. Sulla sua strada incontra, però, numerosi concorrenti: Krantz, un losco trafficante di armi, un sedicente principe russo, e una suora, che in realtà è un agente del servizio segreto degli Stati Uniti. Le circostanze inducono Alleluja ad allearsi con il russo e la suora per fronteggiare le iniziative di Krantz. Dopo un violento scontro con questi, Alleluja e il russo si spartiscono equamente i gioielli, mentre la suora, la cui missione consisteva nell'individuare e stroncare i canali del traffico di armi, riceve dal governo degli Stati Uniti un'importante decorazione.

Tutti i colori del buio di Sergio Martino
Londra. Jane è perseguitata da incubi in cui rivive un suo violento trauma dell’infanzia. Reduce da un recente incidente automobilistico che le ha provocato un aborto, la donna è accudita dal compagno Richard ma non riesce a ritrovare un vero equilibrio. Su consiglio di sua sorella Barbara tenta la strada della psicoterapia, ma intanto uno sconosciuto dagli occhi di ghiaccio inizia a perseguitarla negli incubi e nella realtà. Dopo aver partecipato a una messa nera su consiglio di una vicina di casa, Jane si illude di aver risolto i propri problemi, ma presto incubi e ossessioni riprendono il sopravvento e a poco a poco per la donna diventa sempre più difficile distinguere realtà, sogno e delirio a occhi aperti…

Lo chiamavano Tresette… giocava sempre con il morto di Giuliano Carnimeo
Tresette, fenomenale quanto pacifico pistolero, arriva a "Mela Bacata" dove viene a sapere che cercano un uomo coraggioso per trasportare un milione di dollari in oro attraverso una valle infestata dai banditi. Insieme al falso sceriffo Bamby, una sua vecchia conoscenza, accetta di trasportare lui l'oro a Dallas. Camuffando la diligenza come un carrozzone da venditore ambulante riesce sempre a sfuggire agli agguati dei banditi, anche se non sempre senza sporcarsi le mani...

Torino violenta di Carlo Ausino
Delinquenti francesi e mafiosi nostrani irretiscono modelle e studentesse, le drogano, le violentano, poi, ricattandole con foto scottanti, le avviano alla prostituzione. Contro l'infame traffico combattono il commissario Moretti e un misterioso "giustiziere" notturno dalla pistola infallibile, le cui "esecuzioni" provocano una sanguinosa lotta tra il clan dei francesi e i mafiosi. In realtà, Moretti e il "giustiziere" sono la stessa persona. Quando si vedrà scoperto da un collega, il commissario tenterà di eliminare il pericoloso testimone, ma sarà lui, invece, ad essere colpito a morte.

domenica 20 luglio 2014

LSD inferno per pochi dollari di Mike Middleton

LSD inferno per pochi dollari o Una atomica nel cervello è il primo film psichedelico italiano e uno dei primi a puntare sugli acidi per catturare un po’ di pubblico. Lo dirige sotto falso nome, Massimo Mida Puccini classe 1917. La storia punta decisamente sul filone agenti segreti alla 007 di serie Z, con l’agente segreto Rex Miller (Guy Madison), che si introduce in una banda di spacciatori di LSD che hanno intenzione di dominare il mondo con la droga. Il capo dell’organizzazione segreta criminaloide, la ECCO è un certo Mister X. Ma il loro chimico, una donna, Francesca, è in realtà un agente infiltrato.
Le cose migliori sono i numeri dei drogatoni dei bei tempi, anche se sono tutti di una certa età e non giovani hippies e le seguenze con l’agente Rex in preda ai deliri, proprio con l’atomica nel cervello come lanciava il titolo. Infatti, Il film si fa involontariamente comico quando deve rappresentare gli effetti dell’LSD. C’è per esempio un filmino propedeutico mostrato a Miller, sulle sperimentazioni della droga sui Marines. Nel filmino vediamo prima i Marines marciare ben intruppati, e dopo una decina di secondi saltare a destra e sinistra, piangere, ballare, pregare in quella che è davvero una scena di delirio collettivo. Stesso discorso quando ci viene mostrata la visuale soggettiva di chi ha assunto LSD. Immagini tremanti e fotogrammi sovrapposti, chi è sotto LSD vede il viso del suo interlocutore trasformarsi e diventare simile alle maschere africane o ai dipinti di Modigliani.
A concludere il tutto Nicola Di Bari, in veste psichedelica, che canta Un fiore rosso. Il fiore rosso ci rimanda all’immagine che vede Rex quando osserva la faccia di Francesca sotto acido. Lei, invece, lo vede come una tigre.