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martedì 1 luglio 2014

The Psychedelic Shop

Il primo head shop aperto negli Stati Uniti, quindi nel mondo. Se gli anni  '50 possono essere rappresentati dal supermarket, gli anni '80 dagli shopping center, gli anni '90 dai super discount, l'Head Shop incarna gli anni '60, è un negozio dove si possono trovare pipette, narghilè, cartine per rollare e tutte le paraphernalia per fumatori, libri esoterici, posters e comix psichedelici, cianfrusaglie esotiche, aquiloni, ponchos, incensi, cristalli, giocattoli, campanelle tibetane, mappe stellari, tarocchi, caleidoscopi ... insomma tutto l'occorrente  per viaggiare e divertirsi. Creatura dei visionari fratelli Thelin, situato nell'ombelico dell'hippedom mondiale Haight Hashbury, S.F.,è stato uno dei punti caldi della rivoluzione psichedelica. Durante la sua intensissima vita (3 gennaio 1966 - 6 ottobre 1967) è stata la base cospirativa di cui sono partiti il S.F. Oracle, l'Human be-in, e l'happening-funerale Death of the Hippie. E' stato centro terapeutico per gli abitanti del quartire, un punto d'appoggio e di riferimento per tutti coloro che si sentivano parte della scena. Usato inoltre come galleria d'arte, sala di meditazione e luogo per roventi incontri amorosi (molti bambini sono stati concepiti tra le sue mura). 


"C'era una volta un certo Psychedelic Shop che provò a salvare il mondo e ci riuscì, e quindi andò avanti con l'idea di salvare l'Universo. Come finirà lo sa Dio, e noi siamo Dio e Dio è libero e non ha impegni" (Ron Thelin).

giovedì 17 aprile 2014

ZIPPY

60's Hippy + Technopersona = Zippy. Gli zippies lavorano per combinare l'idealismo con l'iniziativa privata per ottenere un nuovo modello di socialismo imprenditoriale. Il movimento più dinamico degli anni '90, nato in Inghilterra, è un agglomerato temporaneo cresciuto per resistere alla repressione del governo britannico contro le forme di vita alternative. Attualmente sta coagulando un'improbabile comunità formata da sparse pattuglie di resistenza hippie, appassionati del computer, post-punkeria anarchica, ballerini ecstatici dei rave, rampanti imprenditori techno-spirituali, il tutto spruzzato con un revivalistico ritorno alla coscienza celtica pagana. Secondo l'Encyclopaedia Psychedelica uno zippie è una persona che ha trovato un equilibrio tra i due emisferi e raggiunto la fusione del tecnologico con lo spiriruale. Technoottimisti, technopratici, e positivi rifuggono sia dalla tecnofobia degli hippie sia dalla tecnodipendenza consumistica dei cyber-punks. Accaniti difensori del right to party sono iperattivi nell'organizzare situazioni collettive di incontro dove indulgere in sedute psicoattive, varie attività tribali e dove farsi bombardare da techno music devastante.
La differenza tra movimento zippie e movimento hippie è che questa volta partiamo già da metà strada.

domenica 19 gennaio 2014

SUCK

"Trasforma le parole in carne e la carne in parole"
Il primo e unico giornale underground erotico (settembre 1969 - giugno 1974). Fondato a Londra da Jim Haynes (Arts Lab, IT, Ufo club) con Germaine Greer (L'Eunuco Femmina), William Levy (IT), Heatcote Williams (autore teatrale "...ancora il cazzo bagnato e gocciolante, nudo sotto un soprabito di pelle, reduce da una scopata con Jean Shrimpton ...") e soprattutto con i soldi messi da un miliardario parigino maoista. Data la pruriginosa attitudine inglese nei confronti del sesso sin dai tempi di Oscar Wilde, i nostri cospiratori stamparono il primo numero ad Amsterdam (con l'aiuto di Willem de Ridder direttore del giornale u. g. Aloha e del mitico disegnatore provo Willem). Il primo numero fece furore, Scotland Yard chiuse l'indirizzo postale, perquisì le case dei redattori, mandò ad investigare i suoi uomini in Olanda. Nonostante i controlli 1000 copie di Suck vennero contrabbandate e regalate nel corso di una manifestazione in favore del Living Theatre alla Roundhouse. Willem venne espulso dal paese, Jim Haynes lasciò Londra per Parigi. Glissando la censura Suck viene prodotta a L. A. e a Francoforte. La grande gioiosa utopia della rivoluzione sessuale viene vissuta caoticamente, con graffi e carezze da un comitato di redazione arrapato e radicale. Una delle loro operazioni più felici fu il West Dreams Festival, rassegna di cinema erotico e di congressi carnali sui barconi lungo i canali di Amsterdam. "Come utilizzate la possibilità del vostro organismo di avere 4000 orgasmi nel corso della vostra vita? (questo numero è esatto se siete pigri o se morite giovani, 10.000 orgasmi secondo i nostri calcoli dovrebbe essere la cifra reale)". Questa frase dimostra chiaramente la preoccupazione sociale della redazione di Suck, che riuscì a trattare la libido senza squallore e con una salutare dose di autoironia per poi chiudere nel 1974. "La vecchia bestia deve riposarsi, ci sono altre cose da fare." Femminismo, gelosia, diversità di intenti ... gli amanti esausti sciolsero l'abbraccio.

lunedì 25 novembre 2013

I BAULS

I menestrelli folli di Dio, I seguaci della Via dell'amore, i mistici trovatori che vagano per le campagne dell'India orientale diffondendo il messaggio che l'unione col divino può essere compiuta all'interno stesso del nostro corpo. Con canti e danze esaltano l'armeggio amoroso tra Radha e Krishna. Liberi dai dogmi, nemici di ogni integralismo, profondamente spirituali, seguaci del tantrismo, non seguono alcuna dottrina stabilita, il loro sentiero verso l'estasi passa attraverso la sacra ironia, la musica, l'anarchia sociale, le pratiche di yoga sessuale. In una società profondamente maschilista, le donne bauls hanno gli stessi diritti degli uomini. L'adorazione del principio femminile, della Dea (Vergine, Seduttrice, Puttana, Madre Benevolente, Distruttrice Terrifica) è parte delle loro pratiche. Portano felicemente alla gente dei villaggi le loro conoscenze esoteriche, una sintesi di sufismo, tradizioni tantriche e induismo, mascherandole da canzoni piene di doppi sensi sessuali, giochi di parole e satira sociale. Malvisti dai bramini per la loro libertà, dagli indiani occidentalizzati per la loro bizzarria sono molto rispettati dalla gente delle campagne. E' rassicurante sapere che oggi continuino a vagabondare per le strade dell'India come hanno fatto da secoli. Le loro liriche hanno ispirato il grande poeta Rabidranath Tagore, Bob Dylan (che li ha celebrati nella copertina del suo album John Wesley Harding) e soprattutto Allen Ginsberg (il desiderio di incontrarli è stato il propellente nel 63 per il suo primo viaggio in India)  

domenica 27 ottobre 2013

Modificazioni del corpo

"Il primo dovere dell'uomo è quello di essere artificiale" (Oscar Wilde)
Che la natura modelli il corpo non è certo una novità e senza andare a scomodare ricordi etnologici basta pensare a quante vittime continuano a mietere le riviste di moda con i loro improponibili canoni di bellezza. Certo esiste una differenza tra un cambiamento dettato da rituali magici e gli interventi da palazzinari sui nostri tessuti. Siamo abituati alla colonizzazione del corpo: cementificazioni, buldozerate, nasini alla francese, tette siliconate, liposuzione,cambi di sesso, raggi UVA. Alle facili ironie verso le usanze degli altri popoli dettate dallo sciovinismo eurocentrico si va sostituendosi un formicolante rifiorire di pratiche corporali sino ad oggi condannate come primitive. Se il tatuaggio ha ormai assunto lo status di moda, per altre pratiche hardcore di modificazioni del corpo, come scarnificazioni o foratura indiscriminata delle parti molli, la strada per essere accettate sembra ancora lunga. Ma paiono di godere di grande favore presso le avanguardie creative, i cosiddetti primitivi moderni che hanno riscoperto il fachirismo. Certo l'idiozia è sempre in agguato e qualche flippato potrebbe avvicinarsene come ad un hobby, giusto un pò più impegnativo della filatelia. Le società tribali hanno sempre usato le modificazioni del corpo sia per vanità, sia per aumentare il piacere sessuale, sia per simbiosi con il proprio animale totemico, sia per controllo nazista sulle femmine ma soprattutto, ed è questo che ci interessa, per ragioni esoteriche, per una spinta verso il soprannaturale.
Il corpo è il nostro schiavo più fedele e può condurci ovunque, modificandolo si modifica anche la mente. Il piccolo chimico che ci portiamo dietro geneticamente, è assolutamente democratico, stimolato nel modo giusto è programmato per farci connettere con la Dinamo Celeste. Niente sostanze strane per accedere alle Visioni Cosmiche, ma posture e respirazioni adatte, esercizi fisici, vibrazioni, digiuni e mortificazioni, e innamoramenti.

mercoledì 22 maggio 2013

Surfisti sulla magia delle onde

"Alcuni indigeni si spassavano a nuotare con un legno piatto in mezzo a spaventevoli ondate. Con abilità e leggerezza con la parte anteriore di una consunta piroga, si spingevano in avanti, ad una notabile distanza di mare, vi si ponevano sopra e si facevano portare alla costa con incredibile rapidità, una scena di coraggio meraviglioso". Queste parole, scritte più di duecento anni fa dal Capitano James Cook, sono la prima testimonianza sulla gioiosa attività dei polinesiani, più tardi conosciuta come surf. Da bizzarria etnologica divenne dagli anni 30' in avanti, grazie alla caparbietà di un hawaiano messosi in testa di farla conoscere al mondo, Paoa Kahanamoku detto Duke, divenne un classico strumento della vita da spiaggia, al pari della paletta e del secchiello. Ma Duke ha speso la sua vita non per inventare un nuovo passatempo o un nuovo sport, quanto piuttosto per diffondere il verbo. Perché il surf è una vera e propria mistica. I suoi adepti, i cavalca-onde del Pacifico si sono da sempre sentiti partecipi di un culto magico. Ogni uscita in mare è vissuta come una purificazione, una preghiera, un'iniziazione. I loro discorsi non sono quelli idioti da sportivi ma vertono su argomenti esoterici. Stabilire una relazione con l'onda. Tracciare piste sul trasparente giardino del mare. Penetrare il livello di coscienza di ogni singola increspatura. Entrare in risonanza con la vibrazione del Pacifico. Cavalcare cresta come se fosse la tua mente. Non resister al flusso ma accompagnarlo. Come cavalieri alla ricerca del Santo Graal, i surfisti sono alla perenne ricerca dell'Onda Suprema. Pronti ad affrontare gli itinerari più devastanti per raggiungere i luoghi fatali per unirsi al magico schema disegnato dal ritmo delle onde. "Una scopata con Madre Natura che accorda il corpo e rafforza lo spirito". I surfisti sono tribù nomadi, semi-inselvatichite, tagliati fuori da tutto ciò che accade fuori dal loro mondo di acqua e sabbia, una confraternita stonata ed euforica coi capelli sbiancati dal salmastro. Si possono incontrare, ovunque la misteriosa tessitura delle correnti crei un giusto ritmo di onde, dove lo splendore dei raggi di sole infila le bolle della schiuma delle onde come perle in una collana, dal Brasile all'Indonesia, dall'Australia alla California. Tutti attendono l'avvento del tube l'onda che si richiude su se stessa, pronti a disegnarci sopra il loro canto.