sabato 28 novembre 2020

Noi non vogliamo più una scuola

Noi non vogliamo più una scuola in cui si impara a sopravvivere disimparando a vivere. La maggior parte degli uomini non sono stati altro che animali spiritualizzati, capaci di promuovere una tecnologia al servizio dei loro interessi predatori ma incapaci di affinare umanamente la vita e raggiungere così la propria specificità di uomo, di donna, di fanciullo. Al termine di una corsa frenetica verso il profitto, i topi in tuta e in giacca e cravatta scoprono che non resta più che una misera porzione del formaggio terrestre che hanno rosicchiato da ogni lato. Dovranno progredire nel deperimento, o operare una mutazione che li renderà umani.

E' tempo che il memento vivere prenda il posto del memento mori che bollava le conoscenze sotto il  pretesto che niente è mai acquisito.

Ci siamo lasciati troppo a lungo persuadere che non c'era da attendere altro dalla sorte comune che la  decadenza e la morte. É una visione da vegliardi prematuri, da golden boys caduti in senilità precoce perché hanno preferito il denaro all'infanzia. Che questi fantasmi di un presente coniugato al passato cessino di occultare la volontà di vivere che cerca in ciascuno di noi la via della sua sovranità!

Per spezzare l'oppressione, la miseria, lo sfruttamento, non basta più una sovversione avvelenata dai valori morti che essa combatte. É venuta l'ora di scommettere sulla passione incomprimibile di ciò che è vivo, dell'amore, della conoscenza, dell'avventura che chiunque abbia deciso di crearsi secondo la sua "linea di cuore" inaugura ad ogni istante.

La società nuova comincia dove comincia l'apprendistato di una vita onnipresente. Una vita da percepire e da comprendere nel minerale, nel vegetale, nell'animale, regni da cui l'uomo deriva e che porta in sé con tanta incoscienza e disprezzo. Ma anche una vita fondata sulla creatività, non sul lavoro; sull'autenticità, non sull'apparire; sull'esuberanza dei desideri, non sui meccanismi di rimozione e di sfogo. Una vita spogliata della paura, dell'obbligo, del senso di colpa, dello scambio, della dipendenza.

Perché essa coniuga inseparabilmente la coscienza e il godimento di sé e del mondo. 


lunedì 23 novembre 2020

UN POVERO VERGOGNOSO – Xavier Forneret

 
L'ha cavata 

Da una  tasca bucata, 

Sotto gli occhi l'ha messa 

L'ha guardata ben bene 

Dicendo:  «Infelice! »

L'ha soffiata 

Con  la bocca umettata; 

Aveva  quasi  paura 

Di un  tremendo pensiero 

Che  lo colse nel cuore. 

L'ha bagnata: 

Una  lacrima ghiacciata 

Che  per caso sgelò; 

La sua stanza è tarlata 

Ancor  Oli di un bazar. 

L'ha strofinata, 

Ma   non l'ha riscaldata; 

Non  sentendola  quasi 

Ché, contratta dal freddo, 

Gli  voltava la schiena. 

L'ha pesata 

Sull'aria appoggiata, 

Come  si pesa un'idea; 

Con  del filo di ferro 

L'ha poi misurata. 

L'ha sfiorata 

Con  la bocca aggrottata. 

Con  terrore improvviso 

Essa allora  gridò: 

Baciami, addio! 

L'ha baciata, 

E  poi l'ha incrociata 

Sull'orologio del corpo, 

Che  mal caricato 

suonava  cupo e sordo. 

L'ha palpata 

Con  mano ostinata 

A  farla morire.

-Si questo boccone

Nutrire mi può

L'ha tagliata 

Lavata 

Portata 

Rosolata, 

L'ha mangiata. 

Quando non era ancora grande, gli avevano detto: "Se hai fame, mangiati una mano".



lunedì 9 novembre 2020

THE BEAT GOES ON – Sonny & Cher

Nel gennaio del 1967, la coppia Sonny & Cher pubblica The Beat Goes On: numero 2 nella Billboard Hot 100, conquista posizioni alte anche nel resto del mondo, raggranellando un totale di circa 4 milioni di copie vendute. Sorretta da un groove irresistibile, la canzone è una sorta di commento su mode, fatti e cambiamenti dell'epoca dalla minigonna alla guerra in Vietnam, dai tabelloni elettronici che segnano i punteggi delle partite di baseball alle teenyboppers, le adolescenti che idolatrano le pop star. In questo brano Bono riesce a fotografare perfettamente lo spirito di quegli anni; oltretutto, "the beat goes on" è la frase incisa sulla sua tomba, nonché la canzone che Cher cantò al suo funerale.
I tamburi continuano a battere un ritmo martellante al cervello
(la de da de de, la de da de da)

Charleston era una volta la rabbia, 
la storia ha voltato pagina, 
la minigonna è la cosa attuale, 
tennybopper è il nostro re appena nato, 

e il ritmo continua, il ritmo continua
i tamburi continuano a battere un ritmo martellante al cervello
(la de da de de, la de da de da)

Il negozio di alimentari del Supermart, 
le bambine continuano a spezzare i loro cuori, 
e gli uomini ancora continuano a marciare per la guerra
elettricamente tengono un punteggio baseball

E il ritmo continua, il ritmo continua
i tamburi continuano a battere un ritmo martellante al cervello
(la de da de de, la de da de da.)

Le nonne si siedono sulle sedie a ricordare
ragazzi continuano a seguire le ragazze per ottenere un bacio
le automobili vanno sempre più veloci
Bums piange  ancora 'Ehi amico, hai un centesimo?

E il ritmo continua, il ritmo continua
i tamburi continuano a battere un ritmo martellante al cervello
(la de da de de, la de da de da)
e il ritmo continua, si il ritmo continua 
e il ritmo continua, il ritmo continua
il ritmo continua, il ritmo continuano
il ritmo va
Di origine italiana, trasferitosi a Inglewood, California, dalla natia Detroit, Salvatore Bono lascia la scuola nei primi anni '50 e comincia a impegnarsi in svariati lavori mentre scrive canzoni e cerca di introdursi nell'ambiente musicale. Nel 1957 la sua High School Dance viene incisa da Larry Williams e appare sul retro di Short Fat Fanny. In seguito al buon successo che riscuote la composizione, Bono ottiene un lavoro di produttore per la Specialty di Hollywood e registra qualche pezzo con lo pseudonimo Don Christy. Mentre continua la sua attività compositiva, passa alla Hi-Fi Records e poi forma senza successo un paio di etichette, Dak e Thrush. Nel 1963 divorzia dalla moglie, sposata nel 1954, e inizia a lavorare come assistente di Phil Spector alla Philles Records. In questo periodo scrive, assieme a Jack Nitzsche, il pezzo Needles And Pins che, all'inizio del 1964, diventa un grosso successo per i Searchers. Cherilyn Sarkasian La Pier, di origine armena e indiana Cherokee, interrompe gli studi regolari verso il 1962 per studiare recitazione a Hollywood. Per pagarsi le lezioni lavora come corista ed è a una session delle Ronettes, nel 1963, che incontra Sonny Bono. L'anno successivo i due si sposano. Sempre nel 1964 la coppia incide The Letter per la Vault, con il nome di Cesar And Cleo, e Baby Don't Go per la Reprise, come Sonny & Cher. Nel 1965 il duo passa alla Atlantic e il secondo 45 giri, I Got You Babe, sale al primo posto della hit parade in luglio. Vende circa tre milioni di copie e segna l'inizio di una grande popolarità che dura tre anni circa. 



domenica 1 novembre 2020

Il mio nome è Sean Connery

Addio Sean Connery. L’attore scozzese è morto la scorsa notte nella sua villa alle Bahamas. La scorsa estate aveva compiuto 90 anni. Nato a Fountainbridge, sobborgo di Edimburgo, il 25 agosto 1930, da genitori di modeste condizioni, Thomas Sean Connery lasciò la scuola a sedici anni e si arruolò nella Royal Navy, che dovette lasciare per colpa di un'ulcera. Fece i classici mille mestieri (bagnino, lavapiatti, muratore, guardia del corpo); poi, alto, prestante e bello com'era, trovò anche lavoro come modello e rappresentò la Scozia nel concorso di Mister Universo del 1953, malgrado la precoce calvizie iniziata a soli diciannove anni. Ma per fortuna i parrucchini esistono e Sean, che mirava in alto, dopo piccole parti in tv e al cinema (incluso un film di Tarzan) affrontò i concorsi per incoronare il futuro 007. Scelto da Albert Broccoli e Harry Saltzman, iniziò la sua carriera di agente segreto con un primo film a modesto budget, Agente 007 licenza di uccidere (1962), il cui inaspettato successo ne generò poi altri sei: tutti interpretati da lui, ambientati in universi filmici sempre più complessi, futuribili e costosi. Quando, a 32 anni, Sean Connery si candida per portare sul grande schermo l'agente 007, deve gareggiare con Cary Grant, James Mason e Richard Burton. Ma è lui il prescelto, quello che arriva per primo ad ammirare il bikini bianco di Ursula Andress ('007 - Licenza di uccidere', Terence Young, 1962), il cui inaspettato successo ne generò poi altri sei: tutti interpretati da lui, ambientati in universi filmici sempre più complessi, futuribili e costosi

 Agente 007,  licenza di uccidere (Dr. No, Gb 1962, col, 105') Terence Young.   

James Bond (Connery), agente del controspionaggio inglese, viene inviato in Giamaica a indagare sulla misteriosa scomparsa di un suo collega. Primo episodio di una serie fortunatissima per merito anche della felice scelta di Sean Connery nei panni dell'agente uscito dalla penna di Ian Fleming. Ma in questo folgorante esordio di 007 dove smaschera il dottor No, che da un'isoletta lancia raggi capaci di deviare razzi e navicelle spaziali. Catturato degli aiutanti del dottore, riesce a distruggere il suo laboratorio. Lasciarono il segno anche la sensualità della Andress che pesca in bikini bianco, gli sfondi esotici, i metodi da brivido con cui i nemici di Bond provano a eliminarlo, i bellissimi titoli di testa creati da Saul Bass. Il primo «007 ebbe un successo inaspettato, che meravigliò i suoi stessi produttori

A 007, dalla Russia con amore (From Russia with Love, Gb 1963, col, 116') Terence Young. 

Dal romanzo di Ian Fleming, secondo episodio e probabilmente il migliore della serie dedicata a James Bond. L'organizzazione criminale Spectre vuole impossessarsi di una sofisticata macchina sovietica, il Lektor. A capo c'è una donna pronta a tutto, ma Bond (Connery) sventa le trame della Spectre, un'organizzazione criminale che vuole dominare il mondo. Naturalmente a collaborare con Bond tra Istanbul, l'Orient Express e Venezia c'è una spia russa, innamorata di lui più che della propria patria. C'è Robert Shaw, l'attore dello Squalo, a contrastare 007, mentre la Bond Girl di turno è Tatiana Romanova (Bianchi). Avvincente e ironica spy-story, influenzata dal clima di disgelo anni Sessanta, con molta azione e altrettanta suspense. Inizio folgorante con Bond che esce dall'acqua, si toglie la muta e sotto ha un impeccabile smoking. Bello il duello rusticano tra le zingare.

Agente 007, missione Goldfinger (Goldfinger, Gb 1964, col, 109')  Guy Hamilton. 

Sull'onda del successo dei primi due film i produttori cominciarono a fare della fantascienza. Auric Goldfinger (Fritibe) vuole far scoppiare una bomba nucleare dentro al deposito aureo degli Stati Uniti: contaminato l'oro americano, potrà così veder aumentare a dismisura il valore del suo. Terzo 007 della serie, uno dei migliori, anche perché all'ineffabile Bond di Connery si contrappone in modo convincente il Goldfinger del bravo attore tedesco Gert Fr6be. Fa la sua apparizione la celebre Aston Martin DB4 «elaborata» con ogni tipo di diavoleria tecnologica. L'omonimo tema musicale, cantato da Shirley Bassey, divenne un hit. 

Agente 007, Thunderball — Operazione tuono (Thunderball,  Gb   1965, col, 125') Terence  Young. 

L'organizzazione internazionale del crimine ricatta la NATO con la minaccia di far esplodere due bombe atomiche nascoste nelle Bahamas. Dopo una lotta senza esclusione e peripezie subacquee di colpi 007 risale all'ideatore del progetto e lo uccide quando sta per garantirsi la salvezza. Al suo quarto episodio il ciclo mantiene ancora una certa freschezza. Statuario e infinitamente cattivo, Celi è un efficace emissario del Male.

Agente  007, Si vive solo due volte (You Only Live Twice, Gb 1967, col, 116') Lewis Gilbert. 

James Bond, che non è morto come credono persino i suoi capi; è pronto ad affrontare una nuova missione. A  turbare la pace del mondo è sempre la Spectre, che questa volta sabota a turno le navicelle spaziali americane e russe, nella speranza di portare alla guerra le due superpotenze. Per scongiurare il pericolo, 007 dovrà andare in Giappone sotto false spoglie e sgominare un'organizzazione criminale nascosta in un vulcano spento e il cui scopo è di provocare la terza guerra mondiale. Sceneggiate da Roald Dahl, le avventure di Bond cominciano qui ad aumentare la loro componente fantastica e inverosimile, destinata ad affermarsi in misura ancora maggiore negli episodi successivi. 

Agente 007, Una cascata di diamanti (Diamonds Are Forever, Gb 1971, col, 122') Guy  Hamilton.  

Un'enorme quantità di diamanti rubati viene usata per la costruzione di un satellite capace di distruggere l'armamento nucleare delle grandi  potenze. 007 scopre la  base di lancio e la distrugge con l'aiuto dell'aviazione statunitense.