L’incontro col peyote gli aprì nuove prospettive di ricerca e una prima pubblicazione: Mescal Visions and Eidetic Visions (1926). Seguirà nel 1928 una più completa stesura, Mescal: The "Divine' Plant and its Psychological Effects che verrà poi ripubblicata nel 1966 dalla Chicago University con un nuovo titolo, Mescal and Mechanisms of Hallucinations. I suoi saggi sulla mescalina possono ancora oggi essere considerati i più importanti studi sperimentali sulle visioni psichedeliche, avendo egli introdotto per primo il concetto di "costanti formali" come linguaggio visivo delle allucinazioni.
Le sue ricerche proseguirono poi sul comportamento dei primati non umani, sull'influenza delle lesioni ai lobi occipitali e sul metabolismo delle porfirine, fu insignito di numerosi riconoscimenti accademici e onorificenze anche in settori di ricerca collaterali alla sua professione, neurobiologia, neuropsicofarmacologia, psichiatria. Morì ottantunenne a Oak Lawn in Illinois.
