Alcuni di questi funghi, per esempio quelli del genere Panaeolus, si possono definire psilocibinico-latenti, cioè producono alcaloidi psilocibinici in modo incostante principalmente a seconda della zona in cui crescono. La seconda classe è l'isossazolica ed è rappresentata da funghi che producono perlopiù i composti isossazolici acido ibotenico e muscimolo. Essi appartengono al genere Amnita (come Amanita muscaria e Arnanita pantherina). La terza classe comprende funghi che producono composti indolici derivati dell'acido lisergico. Ricordiamo i generi Claviceps, Aspergillus e Penicillium. Si tratta di funghi parassiti che infestano soprattutto le Graminaceae, sia selvatiche che coltivate.
Le fonti più antiche circa i funghi sacri del Messico datano al secolo dopo la conquista dell'Impero Azteco nel 1521 da parte degli Spagnoli. Tezozómoc, un indiano istruito, descrisse nel 1598 l'ingestione di funghi inebrianti durante l'incoronazione di Montezuma II nel 1502.
Questi funghi sono rappresentati nell'arte del periodo, perlopiù nel Codex Vindobonensis, nel Codice Magliabechiano e negli affreschi di Tepantitla a Teotihuacan. Inoltre, in America Centrale sono state scoperte pietre scolpite a forma di fungo associate al culto fungino degli antichi Maya, datate al 500 a.C.-200 d.C.

