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giovedì 12 aprile 2018

Intelligenti o idioti o diversi ma eguali

Nella loro immensa maggioranza gli uomini non sono identici ma equivalenti e perciò uguali.
Non rimangono quindi a disposizione dell'argomentazione dei nostri avversari che gli uomini sono o intelligenti o degli idioti.
Si sa che l'idiotismo è una malattia fisiologica e sociale. Non dev'essere quindi trattata nelle scuole ma negli ospedali e abbiamo il diritto di sperare che l'introduzione di un'igiene sociale più razionale e soprattutto più preoccupata della salute fisica e morale degli individui, di quella che esiste oggi, e l'organizzazione ugualitaria della nuova società perverranno a far scomparire completamente dalla faccia della terra questa maledetta malattia così umiliante per la specie umana.
In quanto agli uomini di genio si deve innanzitutto osservare che fortunatamente, o se si vuole disgraziatamente, essi non sono mai entrati nella storia se non come rarissime eccezioni a tutte le regole conosciute e non si organizzano le eccezioni.
Noi comunque speriamo che la società futura troverà nell'organizzazione realmente pratica e popolare della sua forza collettiva il mezzo per rendere meno necessari questi grandi geni, meno schiaccianti e più realmente benefici per tutti. Perché non si deve mai dimenticare la profonda sentenza di Voltaire: "C'è qualcuno che ha maggior ingegno del genio più grande, è tutta la gente".

lunedì 22 maggio 2017

Le strutture statali creano oppressione

Le strutture statali creano oppressione, sono contrarie alla natura dell'uomo che non può fare a meno di vivere insieme agli altri suoi simili, essendo un essere sociale. Bakunin mira alla costituzione del comune popolare, in cui ogni cittadino sia libero di esprimere se stesso e le proprie qualità, contribuendo al libero progresso della collettività.
Sono questi i principi che l'anarchico russo ha sottolineato nel 1866 a Ginevra, in occasione del Congresso Internazionale dei lavoratori: "Distruggere l'influenza di ogni dispotismo in Europa, mediante l'applicazione del diritto di ogni popolo, grande o piccolo, debole o potente, civile o non civile, di disporre di se stesso e di organizzare spontaneamente, dal basso in alto attraverso la via di una completa libertà, al di fuori d'ogni influenza e d'ogni pretesa politica o diplomatica, indipendentemente da ogni forma di stato, imposta dall'alto in basso, da un'autorità qualunque, sia collettiva, sia individuale, sia indigena, sia straniera, e non accettando per basi e per leggi che i principi della democrazia socialista, della giustizia e solidarietà internazionale". Quindi abolizione dello Stato e di ogni forma di autorità, critica al socialismo di Stato, ripensamento del processo di industrializzazione e valorizzazione delle forze sociali da sempre emarginate, liberazione dell'uomo. La polizia, le carceri, l'esercito, la magistratura sono i nemici dell'individuo poiché è attraverso essi che la borghesia capitalista si impone sul proletariato.
Lo Stato, scrive Bakunin, è "sinonimo di costrizione, di dominazione attraverso la forza, camuffata se possibile, ma, al bisogno, brutale e nuda.”

mercoledì 12 aprile 2017

La Rivoluzione di Michail Aleksandrovic Bakunin

La rivoluzione ha come scopo la radicale dissoluzione di tutte le organizzazioni, e istituzioni religiose, politiche, economiche attualmente esistenti, in modo tale che non rimanga pietra su pietra, in Europa e nel resto del mondo, del presente ordine di cose fondato sulla proprietà, sullo sfruttamento e sul dominio.
Noi intendiamo la rivoluzione come un rivolgimento radicale, come la sostituzione di tutte senza eccezione le forme della vita europea contemporanea con altre nuove, completamente opposte.
Noi vogliamo distruggere tutti gli Stati e tutte le Chiese, con tutte le loro istituzioni e le loro leggi religiose, politiche, finanziarie, giuridiche, poliziesche, educative, economiche e sociali, cosicché milioni di esseri umani ingannati, tenuti in servitù, torturati, sfruttati, possano respirare in completa libertà.
Ponendo l'esclusione assoluta di ogni principio di autorità e di ragione di Stato, noi miriamo per conseguenza alla abolizione delle classi, dei ceti, dei privilegi e di ogni specie di distinzione e quindi, ancora una volta, all' abolizione,alla dissoluzione e alla bancarotta morale, politica, burocratica e giuridica dello Stato tutelare, trascendente, centralista, doppione e alter ego della Chiesa.

mercoledì 12 ottobre 2016

Bakunin e la libertà

"Non divengo veramente libero se non attraverso la libertà altrui, così che più numerosi sono gli uomini liberi – e più profonda e più ampia è la loro libertà -, più estesa, più profonda e più ampia diviene la mia libertà. Si realizza la libertà illimitata di ognuno per mezzo della libertà di tutti. Confermata dalla libertà di tutti, la mia libertà si estende all’infinito”. (Michail Bakunin) .
Dunque la dimensione positiva della libertà è eminentemente collettiva; il suo ruolo, però, consiste nel potenziare la libertà individuale, non nell’indicare all’uomo le direzioni e il senso ultimo della sua azione, la cui natura rimane irriducibilmente soggettiva e perciò immune da ogni codificazione di senso proveniente da fonte esterna. Di qui una delineazione radicale del rapporto tra libertà individuale e contesto sociale, tra impulso esistenziale ed etica pubblica. Poiché, infatti, “la libertà individuale e collettiva è l’unica creatrice dell’orine umano”, ne deriva che da essa nasce “l’assoluto diritto di ogni uomo o donna adulti di non cercare per le proprie azioni altre conferme che quelle della propria coscienza e della propria ragione, di non determinarle che per mezzo della propria volontà e di esserne quindi, prima di tutto responsabili solo verso se stessi e poi nei confronti della società di cui fanno parte, ma solo in quanto consentono liberamente di farne parte.  


domenica 21 giugno 2015

Le strutture statali creano oppressione

Bakunin critica la visione mazziniana dello Stato in quanto forma di teologia politica: il suo progetto rivoluzionario non consiste nella semplice divisione tra Stato e Chiesa, ma nel loro annullamento in quanto entità dominatrici sulle masse popolari.
Le strutture statali creano oppressione, sono contrarie alla natura dell'uomo che non può fare a meno di vivere insieme agli altri suoi simili, essendo un essere sociale. Bakunin mira alla costituzione del comune popolare, in cui ogni cittadino sia libero di esprimere se stesso e le proprie qualità, contribuendo al libero progresso della collettività.
Sono questi i principi che l'anarchico russo ha sottolineato nel 1866 a Ginevra, in occasione del Congresso Internazionale dei lavoratori: "Distruggere l'influenza di ogni dispotismo in Europa, mediante l'applicazione del diritto di ogni popolo, grande o piccolo, debole o potente, civile o non civile, di disporre di se stesso e di organizzare spontaneamente, dal basso in alto attraverso la via di una completa libertà, al di fuori d'ogni influenza e d'ogni pretesa politica o diplomatica, indipendentemente da ogni forma di stato, imposta dall'alto in basso, da un'autorità qualunque, sia collettiva, sia individuale, sia indigena, sia straniera, e non accettando per basi e per leggi che i principi della democrazia socialista, della giustizia e solidarietà internazionale".

martedì 10 marzo 2015

La LibertⒶ

Io posso dirmi e sentirmi libero solo in presenza degli altri uomini ed in rapporto a loro. Io stesso sono umano e libero soltanto nella misura in cui riconosco la libertà e l’umanità di tutti gli uomini che mi circondano. Sono veramente libero solo quando tutti gli esseri umani, uomini e donne, sono egualmente liberi. La libertà di ogni individuo è infatti soltanto il riflesso della sua umanità. La libertà degli altri, lungi dall’essere un limite o la negazione della mia libertà, ne è al contrario la condizione necessaria e la conferma. Non divengo veramente libero se non attraverso la libertà altrui, così che più numerosi sono gli uomini liberi – e più profonda e più ampia è la loro libertà -, più estesa, più profonda e più ampia diviene la mia libertà. Si realizza la libertà illimitata di ognuno per mezzo della libertà di tutti. Confermata dalla libertà di tutti, la mia libertà si estende all’infinito”. (Michail Bakunin) 

lunedì 27 ottobre 2014

Assenza di padrone

Io sono un sostenitore convinto dell'uguaglianza economica e sociale, poiché so che al di fuori di questa uguaglianza, la libertà, la giustizia, la dignità umana, la moralità ed il benessere degli individui, allo stesso modo che la prosperità delle nazioni, non saranno mai altro che menzogne. Ma, essendo anche sostenitore della libertà, condizione prima dell'umanità, io penso che la uguaglianza debba stabilirsi nel mondo tramite l'organizzazione spontanea del lavoro e della proprietà collettiva delle associazioni produttrici liberamente organizzate non tramite l'azione suprema e tutelare dello Stato. (Bakunin)
La libertà di ogni individuo maggiorenne - uomo o donna - deve essere assoluta e completa. La libertà di andare e venire, di professare apertamente tutte le opinioni, di essere fannullone o attivo, immorale o morale, insomma di disporre a piacimento della propria persona e dei propri beni, senza renderne cono a nessuno; libertà di vivere sia onestamente del proprio la voro, sia sfruttando vergognosamente la carità o la fiducia del singolo, purché siano volontarie e prodigate da individui maggiorenni. (Bakunin)

lunedì 15 settembre 2014

Bakunin è il marxismo

"Questa rivoluzione marxista consisterà nell'espropriazione sia graduale che violenta dei proprietari e dei capitalisti attuali, e nell'appropriazione di tutte le terre e di tutto il capitale da parte dello Stato, il quale per poter assolvere la sua grande missione sia economica che politica, dovrà necessariamente essere molto forte e molto concentrato.
Lo Stato amministrerà la coltivazione delle terre tramite esperti da esso stipendiati, che avranno sotto di sé gruppi di lavoratori rurali, organizzati a questo scopo. Intanto, a scapito di tutte le banche esistenti, esso stabilirà un'unica banca, cui farà capo tutto il lavoro ed il commercio nazionale... sarebbe per il proletariato un regime da caserma, nel quale la massa livellata dei lavoratori e delle lavoratrici si sveglierebbe, si addormenterebbe, lavorerebbe e vivrebbe al suono del tamburo". 

martedì 24 giugno 2014

LA PARTECIPAZIONE

Ciò che rende così potenti i movimenti veramente popolari, è il fatto che essendo il prodotto di una grande passione unanime, essi trascinano tutti, i deboli come i forti, le donne, i vecchi, i bambini come i giovani e gli uomini maturi; è che l'assenza stessa di ogni ordine formale e di ogni regola artificiale, imposta da una autorità superiore, rende possibile questa partecipazione di tutte le età e di tutti i sessi al movimento generale; mentre la repressione definitiva delle forze popolari, che sempre scompaiono e sempre si ricreano, diventa proprio per questo motivo quasi impossibile.

martedì 22 aprile 2014

Lo Stato

Lo Stato è l'autorità, il dominio e la forza organizzata delle classi proprietarie e sedicenti illuminate, sulle masse.
Esso garantisce sempre ciò che trova: agli uni, le loro ricchezze, agli altri, la loro povertà; agli uni la libertà fondata sulla proprietà, agli altri la schiavitù, conseguenza fatale della loro miseria.
La rivolta è molto più facile contro lo Stato, perché vi è nella natura stessa dello Stato qualcosa che provoca la rivolta. Lo Stato è l'autorità, la forza, l'ostentazione e l'infatuazione della forza. Non si insinua, non cerca di convertire; ogni volta che se ne occupa, lo fa molto malvolentieri: la sua natura è di imporre, di forzare, non di persuadere.

domenica 26 gennaio 2014

AUTORITÀ

Questa non deve arrivare che dalla ragione. Diventa abusiva se imposta, in qualsiasi maniera lo sia. Politica, legiferante, autoritaria, è la nemica. "Bisogna pensare che io respiro ogni autorità? lungi da me una simile idea. Se si tratta di stivali, mi adeguo all'autorità del calzolaio, per ogni scienza speciale mi rivolgo all'uno o all'altro scienziato. Ma non mi lascio imporre nè dal calzolaio, nè l'architetto, nè lo scienziato. Li ascolto liberamente e con tutto il rispetto che la loro intelligenza merita, che merita il loro carattere, la loro scienza, riserbandomi però il mio incontestabile diritto di critica e di controllo. Non mi accontento di consultare una sola autorità specialista, ne consulto diverse; paragono le loro opinioni e scelgo quella che mi sembra la più giusta. Non mi fido di nessuno in maniera assoluta. Questa fiducia sarebbe fatale alla mia ragione, alla mia libertà, allo stesso successo della mia opera. Non penso che la società debba maltrattare le persone di genio come ha fatto finora. Ma non penso neppure che li debba ingrassare troppo, né accordare loro, soprattutto, dei privilegi o dei diritti esclusivi di qualunque tipo." (Michail Bakunin)

sabato 28 settembre 2013

SCIOPERO

Chi non sa quante sofferenze e quanti sacrifici rappresenta ogni minimo sciopero per i lavoratori? Ma gli scioperi sono necessari. Lo sciopero è la lotta, e le masse popolari si organizzano solo durante questa lotta e grazie a essa, dato che toglie dal suo isolamento l'operaio, l'ho proietta fuori dalla monotonia della sua esistenza senza scopo, senza gioia, senza speranza. la lotta lo lega agli altri operai, nella stessa passione e per lo stesso fine; convince tutti gli operai nella maniera più convincente e diretta della necessità di una organizzazione rigorosa per arrivare alla vittoria. Gli scioperi risvegliano nelle masse tutti gli istinti socialisti rivoluzionari che ogni lavoratore ha in fondo al cuore (Michail Bakunin)-
L'anarchismo ha sempre ritenuto che lo sciopero generale sia lo strumento ultimo e decisivo della rivoluzione, e da questo sciopero generale sono state classificate, in passato numerose tendenze socialiste in funzione della loro adesione a questo postulato.

giovedì 5 settembre 2013

LIBERTA'

Principio fondamentale dell'anarchia, opposto in maniera irriducibile al principio di autorità. Ma gli individualisti ne fanno un valore assoluto, a ognuno dovuto, e che nessuna associazione potrebbe alienare, mentre gli anarchici societari pensano, con Bakunin, che: "La libertà degli individui non è un fatto individuale, è un fatto, un prodotto collettivo". Altro commento di Bakunin: "Io non sono veramente libero che quando sono liberi anche gli essere umani che mi circondano, uomini e donne, in maniera che più numerosi sono gli uomini liberi che mi circondano e più profonda e più vasta è la loro libertà, più profonda, più estesa e più vasta diventa la mia propria libertà. Non posso dirmi veramente libero che quando la mia libertà, o, il che significa la stessa cosa, la mia dignità d'uomo, il mio diritto umano riflessi dalla coscienza anch'essa libera di tutti, tornano a me confermati dall'assentimento generale. La mia libertà personale, confermata così dalla libertà di tutti gli altri, si estende all'infinito".   

lunedì 6 maggio 2013

L'ETERNITA'

Quello che c'è di permanente o di relativamente eterno negli uomini reali, è il fatto dell'umanità che, sviluppandosi costantemente, passa, sempre più ricca, da una generazione all'altra. Dico relativamente eterno, perché dopo distrutto il nostro pianeta e prima o poi non potrà fare a meno di perire, tutto quanto ha cominciato deve finire, dopo che il nostro pianeta sarà in decomposizione, per servire senza dubbio da elemento per qualche nuova formazione nel sistema universale, il solo veramente eterno, che cosa accadrà allora di tutto il nostro sviluppo umano? Eppure, dato che il momento di questa dissoluzione è immensamente lontano da noi, possiamo ben considerare, relativamente alla vita umana tanto breve, l'umanità come eterna. fra qualche milione di anni non vi sarà più la terra. non dobbiamo preoccuparcene, alcuni milioni di anni per noi equivalgono all'eternità. Gli idealisti ambiziosi che parlano di eternità senza trovare abbastanza in se stessi, nella maggior parte dei casi, per riempire una esistenza di sessant'anni, immaginano di solito molto meno tempo. il fatto è che un solo milione di anni supera la possibilità della nostra immaginazione. Conosciamo appena la storia degli ultimi tremila anni e ci sembra eterna, e l'umanità ci sembra tanto vecchia! Riempiamo quindi il presente nel miglior modo possibile, prepariamo l'avvenire prossimo come possiamo e come abbiamo le forze di fare, e lasciamo la preoccupazione dell'avvenire lontano agli uomini e agli esseri nuovi di questo avvenire. (Michail Bakunin)