Permettetemi di chiarire le ragioni per le quali trovo che l’esperienza psichedelica sia un tesoro. Sono assolutamente convinto che c’è una gran quantità d’informazioni dentro di noi, con miglia di conoscenza intuitiva arrotolate nel materiale genetico di ogni singola cellula. Qualcosa di simile ad una libreria contenente una miriade di tomi, ma senza un cartello d’entrata. E, senza accedervi, non c’è modo nemmeno di iniziare ad intuire l’estensione e la qualità di ciò che vi si nasconde. Le droghe psichedeliche permettono l’esplorazione di questo mondo interiore, e fanno luce sulla sua natura.
Questa è la ricerca che è stata parte della vita umana dai suoi primissimi momenti di coscienza. La coscienza della sua propria mortalità – coscienza che lo separa dai suoi cari animali – è ciò che dà all’Uomo il diritto, la licenza, di esplorare la natura della sua stessa anima e del suo spirito, di scoprire ciò che può sulle componenti della psiche umana. Ognuno di noi, in qualche momento della propria vita, si sentirà uno straniero nella terra straniera della propria esistenza, assetato di risposte a domande che sono cresciute dal profondo della sua anima e non se ne andranno. Sia la domanda che la risposta hanno una stessa fonte: se stessi. Questa fonte, questa parte di noi, è stata chiamata con molti nomi nella storia dell’uomo, il più recente dei quali è “l’inconscio.” I freudiani lo temono e gli junghiani ne sono estasiati. È la parte profonda che ti tiene d’occhio quando la tua mente conscia scivola via, che ti suggerisce cosa fare in un momento di crisi, quando non c’è tempo per ragionamenti logici e per prendere decisioni. È il posto in cui possono essere trovati demoni ed angeli e tutto ciò che c’è in mezzo.
Questa è una delle ragioni per cui considero gli psichedelici un tesoro. Possono dare accesso a parti di noi che hanno risposte. Possono, ma ripeto, non necessariamente e probabilmente non lo faranno, a meno che quello sia lo scopo con cui vengono utilizzati. Sta a te usare bene questi strumenti, nel modo giusto. Una droga psichedelica può essere paragonata alla televisione. Può essere rivelatoria, molto istruttiva, e – con una ponderata cura nella scelta dei canali – un modo per raggiungere straordinarie intuizioni. Ma per molte persone, le droghe psichedeliche sono semplicemente un’altra forma di intrattenimento; non si cerca nulla di profondo e quindi, di solito, nulla di profondo si trova. La possibilità degli psichedelici di dare accesso all’universo interiore credo sia la loro proprietà più importante.
Non conosciamo altra bellezza, altra festa che quella che distrugge l'abuso delle banalità quotidiane e dei sentimenti truccati, basterebbe un colpo di vento per trasformare questo delirio permesso nel più grande incendio che la storia conosca.
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lunedì 9 maggio 2016
mercoledì 27 maggio 2015
JANIGER OSCAR
Oscar "Oz" Janiger, cugino del poeta Allen Ginsberg, fu uno dei primi psichiatri a studiare il potenziale dell'LSD sulla creatività: si calcola che tra il 1954 e il 1962 abbia somministrato la sostanza a oltre 3000 volontari, tra cui gli scrittori Anais Nin e Aldous Huxley, gli attori Cary Grant e Jack Nicholson.
Assunse in prima persona la sostanza tredici volte, confessando che lo aiuto a vedere che molte, molte cose erano possibili.
L'interesse di Janiger nei confronti degli psichedelici non si limitò all'LSD, ma studiò attentamente anche la DMT (con Alan Watts e Humphreys Osmond), il potenziale allucinogeno del tabacco e il peyote (con Marlene Dobkin de Rios).
Dopo la messa fuorilegge dell'LSD (nel 1966), continuò a essere un fervente sostenitore del potenziale positivo della sostanza, ma giocoforza si vide costretto a impegnarsi in altre ricerche. Tra queste vale la pena ricordare un controverso studio sulle basi biologiche dell'omosessualità e alcune forme di depressione premestruale.
Nel 1986 cofondò la Albert Hofmann Foundation, società no-profit con lo scopo di conservare il patrimonio culturale e scientifico della ricerca psichedelica. Negli ultimi anni della sua vita (morì nel 2001), si occupò dello studio dei delfini nel loro ambiente naturale.
Assunse in prima persona la sostanza tredici volte, confessando che lo aiuto a vedere che molte, molte cose erano possibili.
L'interesse di Janiger nei confronti degli psichedelici non si limitò all'LSD, ma studiò attentamente anche la DMT (con Alan Watts e Humphreys Osmond), il potenziale allucinogeno del tabacco e il peyote (con Marlene Dobkin de Rios).
Dopo la messa fuorilegge dell'LSD (nel 1966), continuò a essere un fervente sostenitore del potenziale positivo della sostanza, ma giocoforza si vide costretto a impegnarsi in altre ricerche. Tra queste vale la pena ricordare un controverso studio sulle basi biologiche dell'omosessualità e alcune forme di depressione premestruale.
Nel 1986 cofondò la Albert Hofmann Foundation, società no-profit con lo scopo di conservare il patrimonio culturale e scientifico della ricerca psichedelica. Negli ultimi anni della sua vita (morì nel 2001), si occupò dello studio dei delfini nel loro ambiente naturale.
domenica 12 gennaio 2014
LILLY JOHN
Eclettico e visionario scienziato ed esploratore, Lilly ha portato significativi contributi alla psicologia, alla medicina, alla cibernetica e alla filosofia; a lui si deve anche la teoria del modello della mente come biocomputer, modello descritto nel celebre lavoro Programming and Metaprogramming the Human Biocomputer. Theory and Experiments (1972)-
Nell'unico libro tradotto in italiano, Il Centro del ciclone, Lilly presenta le sue numerose ricerche e autosperimentazioni con LSD e gli approfondimenti dal lato spirituale della vita e degli spazi interiori stimolati da questa ricerca. Seguace di una ricerca filosofica sulla natura della mente e della realtà, Lilly fu unanimemente considerato un'autorità nel campo accademico e lavorò con le massime personalità del suo tempo, dai fisici Richard Feynman e Robert Milliken e filosofi e scrittori Alan Watts e Aldous Huxley, e gli psichiatri R.D. Laing e Oscar Janiger.
lunedì 10 giugno 2013
Stolaroff Myron
"Prima e dopo LSD", così si potrebbe sintetizzre la vita di Stolaroff. Ingeniere, originario del Nuovo Messico e laureato a Stanford, ha lavorato a lungo per l'Ampex Corporation, e fu addirittura uno degli inventori della registrazione magnetica; nel 1956 dopo un'esperienza con l'LSD diventa uno dei principali sostenitori dell'uso terapeutico dell'acido.
Nel 1961 fonda l'International Foundation for Advanced Study in Merlo Park, California, occupandosi di ricerche su LSD e mescalina con Savage, Fadiman, Harman e altri, coinvolgendo circa 350 soggetti, fino al 1965 quando la Food and Drug Administration revocò i permessi per la sperimentazione psichedelica e l'Associazione cessò la sua attività.
Dal 1970 al 1986 condusse ricerche con sostanze proibite (MDMA e altri empatogeni), ma anche in questo caso dovette interrompere gli studi perché gli empatogeni finirono nel Controlled Substance Analogue Act.
Grande amico di Hofmann, ex direttore e segretario della Albert Hofmann Foundation e consulente dell' Heffter Research Institute, è autore di un libro di straordinaria importanza, The Secret Chief: Conversations with a Pioneer of the Underground Therapy Movement, in cui intervista uno psicologo che con lo pseudonimo di Jacob ha praticato per vent'anni psicoterapie con LSD in assoluta clandestinità.
Nonostante l'età ormai avanzata, continua a partecipare a conferenze e seminari, spaziando dagli psichedelici alle nuove dimensioni della coscienza. E' giustamente considerato un caposcuola dalla comunità psichedelica.
Nel 1961 fonda l'International Foundation for Advanced Study in Merlo Park, California, occupandosi di ricerche su LSD e mescalina con Savage, Fadiman, Harman e altri, coinvolgendo circa 350 soggetti, fino al 1965 quando la Food and Drug Administration revocò i permessi per la sperimentazione psichedelica e l'Associazione cessò la sua attività.
Dal 1970 al 1986 condusse ricerche con sostanze proibite (MDMA e altri empatogeni), ma anche in questo caso dovette interrompere gli studi perché gli empatogeni finirono nel Controlled Substance Analogue Act.
Grande amico di Hofmann, ex direttore e segretario della Albert Hofmann Foundation e consulente dell' Heffter Research Institute, è autore di un libro di straordinaria importanza, The Secret Chief: Conversations with a Pioneer of the Underground Therapy Movement, in cui intervista uno psicologo che con lo pseudonimo di Jacob ha praticato per vent'anni psicoterapie con LSD in assoluta clandestinità.
Nonostante l'età ormai avanzata, continua a partecipare a conferenze e seminari, spaziando dagli psichedelici alle nuove dimensioni della coscienza. E' giustamente considerato un caposcuola dalla comunità psichedelica.
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