lunedì 24 giugno 2019

PAPAVERO COMUNE

Pianta erbacea annuale/biennale alta 30-70 cm; fusto più o meno peloso con peli tesi, bianchi; foglie pennatopartite o bipennatopartite, le radiali pubescenti; fiori solitari, peduncoli e sepali setolosi, petali rotondeggianti, o più larghi che lunghi, rossi, con larga macchia nera alla base; frutto come capsula a trottola, secco, poricida, con le cavità dei carpelli che comunicano tra loro al centro; semi molto piccoli, grigi. Fiorisce da marzo a giugno. Cresce  in campi, colture, incolti, ambienti ruderali e semi-ruderali, presso rive, corsi d'acqua, greti e in coltivi utilitari e ornamentali (parchi, giardini e viali) (0-1900 m). Comune. 
Gli antichi Assiri lo chiamavano ukushrim o irrh, e forse era usato in sostituzione dell'oppio, mentre il Papaver rhoeas oblongatum di Cipro era consacrato ad Afrodite. Rientrerebbe tra i componenti delle preparazioni delle streghe europee, soprattutto unguenti. In alcune zone della Spagna, quando è tenero, prima della fioritura, si mangia in insalata insieme ad altre erbe o lattuga. Quest'uso culinario sembrerebbe avere origini molto antiche. 
Dioscotide consigliava di cuocerne alcune capsule nel vino, come ipnotico, e di assumerne i semi in idromele per rilasciare leggermente il ventre. In passato, ma in alcuni casi ancora oggi, i petali e le capsule si impiegavano contro la tosse e per favorire il sonno in bambini e anziani. Contro tosse, catarro polmonare e bronchite, si usava una tisana o sciroppo preparati con i petali, oppure una tisana con fiori di malva, piede di gatto (Antennan'a dio/ca) e Tussilago Criessikso finfara) e petali di papavero comune. Nella fitoterapia moderna, si usa per insonnia (in persone delicate, bambini e anziani), tossi spasmodiche (pertosse, asma), bronchite, polmonite, pleurite, febbri eruttive, angine e infiammazione alle palpebre. 
Contiene gli alcaloidi rhoeadina (0,06 % nelle parti aeree), rhoeagenina, rhoemerina, isocorydina, berberina, protopina e altri. Il contenuto alcaloideo totale pari a 0,11-0,12%. Non sono presenti alcaloidi dell'oppio. 
Effetti: Sedativa, leggermente narcotica.

venerdì 21 giugno 2019

Jean Cocteau e l’0ppio

Il polmone è una sacca di globuli. Ogni globulo si divide in alveoli, in diretta corrispondenza con i bronchi. Un globulo imita l’intero polmone di una rana. La superficie interna, liscia, è tappezzata da una rete di capillari sanguigni. Di modo che il polmone disteso, stirato, ricoprirebbe duecento metri quadrati. Avete letto bene.
Il fumo impregna dunque in un colpo solo centocinquanta metri quadrati di superficie polmonare.
La massa sanguigna polmonare, che ha uno spessore di soli sette millesimi di millimetro, rappresenta un litro di sangue.
Data la velocità della circolazione polmonare si può immaginare la massa di sangue che attraversa l’apparato respiratorio.
Da qui gli effetti istantanei dell’oppio sul fumatore.
Il fumatore sale lentamente come una mongolfiera, lentamente si rigira e lentamente ricade su una morta luna che con la sua debole attrazione gli impedisce di ripartire.
Che si alzi, che parli, che si muova, che sia socievole, che in apparenza viva, gesti, andatura, pelle, sguardi, parola, tutto rifletterà una vita sottomessa e leggi diverse per pallore e peso.
Il viaggio inverso avrà luogo a suo rischio e pericolo. Il fumatore paga in anticipo il riscatto. L’oppio lo lascerà si andare, ma il ritorno è senza incanto.
Una volta tornato sul suo pianeta, ne conserva la nostalgia.

martedì 11 giugno 2019

VENUS - Shocking Blue

The Shocking Blue è stato un gruppo rock olandese formatosi a L'Aia nel 1967. La band ha avuto un certo numero di successi rock psichedelici durante l' era dei movimenti della controcultura durante gli anni '60 e l'inizio degli anni '70 , tra cui " Send Me a Postcard ", " Love Buzz " e " Venus ".
Sul finire del 1969 esplode nel mondo la bomba Venus. Sarà il disco olandese più venduto in assoluti. Gli Shocking Blue sono caratterizzati dalla voce di Mariska Veres, una ragazza tedesco ungherese. La canzone, incisa con un registratore a due piste, è 3° in Olan riporteranno Venus al verice nella classifica americana.da. Poi arriva 1° in Francia,Italia, Spagna, Germania ed entra nella classifica americana, dove sarà al 1° posto il 7 febbraio 1970. Robby Van Leewen, l’autore, non riuscirà più a scrivere un altro pezzo come questo. La sua depressione porterà allo scioglimento il gruppo Nel 1986 le Bananarama.

Una dea in cima ad un monte
Bruciava come una fiamma argentea
Il massimo di bellezza e amore
E Venere era il suo nome

Lei ha quel non so che
Eh già, tesoro, lei ha quel non so che
Dunque io sono la tua Venere
Sono la tua vampa , al tuo volere
Dunque io sono la tua Venere
Sono la tua vampa, al tuo volere

Le sue armi erano
I suoi occhi cristallini
Che facevano impazzire ogni uomo
Scura come una notte buia aveva
Ciò che nessun altra possedeva
Wow!

Lei ha quel non so che
Eh, già, tesoro lei ha quel non so che
Dunque, io sono la tua Venere
Sono la tua vampa, al tuo volere.


lunedì 3 giugno 2019

L’ORA DEI FORNI di Octavio Getino e Fernando E. Solanas

Il film documenta la situazione politica,sociale, culturale presente in Argentina e in tutta l'America Latina negli anni Sessanta. Si denunciano le sopraffazioni determinate dall'imposizione della cultura coloniale alla popolazione autoctona, lo sfruttamento che è conseguenza della dipendenza economica e politica dall'imperialismo americano. Oltre alla parte che abbiamo potuto vedere in Italia (Neocolonialismo e violenza), l'opera comprende 
altre due parti (Atto per la liberazione e Violenza e liberazione) dove si fa più esplicito l'incitamento alla rivoluzione. Gli autori prevedono che durante  la proiezione il film sia interrotto in determinati momenti per inserirvi dibattiti fra il pubblico e che sotto lo schermo compaia per tutto il tempo uno striscione recante una frase di Fanon: “Ogni spettatore è un vigliacco o un traditore..”
Per la continuità e l'approfondimento di un tipo di cinema come L'ora dei forni, ai margini del sistema e contro il sistema, è necessaria  in  ogni caso  una   notevole  capacità di invenzione prima che di mimesi. Prima della realizzazione del film la realtà era una; oggi, per noi, e intendiamo per la nostra cinematografia, comincia a essere altra. Il film è servito da elemento polarizzatore,  risolutore, provocatore, ha radicalizzato posizioni, determinato schieramenti, in tal modo assolvendo il suo programma d'azione. Ciò nonostante il sistema non si inganna; questo tentativo lo indurrà, già lo sta facendo, a seguire da vicino non soltanto L'ora dei forni ma qualsiasi altro film che si inscriva nella medesima ricerca. Questo ci porta nuovamente a quella domanda che molti vanno  ponendosi: sarà possibile proseguire per questa via? A tale domanda pensiamo sia confacente una sola risposta: "lo crediamo necessario". A partire da qui "la ricerca delle possibilità", la sfida verso gli altri e verso noi stessi. 
 (Fernando  E. Solanas, Octavio Getino, “Cine, cultura y decolonización”, Siglo Veintiuno Argentina editores s.a., Buenos Aires 1973) 
 Un film che mena un colpo decisivo al neocolonialismo e alla colonizzazione culturale, fenomeno complementare che si osserva nei paesi dove la politica è nelle mani degli imperialisti. L'importanza politica de L'ora dei forni è pari all'importanza delle innovazioni tecniche. Solanas si oppone con vigore al cinema di finzione e propone un cinema d'investigazione che suscita la riflessione. In breve, un cinema utile. 
(N. Touazi e A. Hamid, in “El Moudjahid”, Algeri, 10 agosto 1969)

mercoledì 22 maggio 2019

La Perfezione

Perfetto significa privo di difetti.
Sperduti in un universo in cui la nostra collocazione su questo pianeta e in questo sistema solare si rivela, ogni giorno di più, alla luce delle teorie cosmologiche, sempre più irrilevante, esploriamo attivamente il mondo che in questo senso soltanto ruota intorno a noi.
Dove c'è perfezione non c'è storia.
Siamo imperfetti, e per questo liberi. La pretesa della perfezione, specie se imposta, cela al contrario, come insegna la storia del Novecento, il vizio subdolo dell'oppressione.
Nel mondo umano, poi, non c'è libertà senza libertà di cambiamento.
La consapevolezza della nostra imperfezione, è la base della nostra libertà.
L'errore lotta per la verità.
Condizione della vita, infatti, è l'imperfezione.   

venerdì 17 maggio 2019

Esposizione sintetica del sistema di Böhme

Il cerchio più esterno «è il grande mistero dell'Abgrund (abisso), perché l'Essere divino si è autogenerato nelle profondità (Byss) riflettendosi nello  specchio della sapienza (Sophia)». Questo parto divino mediante autoriflessione del nulla originario è la pietra angolare della triade dialettica della Creazione. 
Il nome  divino di ADONAI  (sfera superiore) «allude all'apertura o al movimento  spontaneo   dell'Unità eterna». Comprende  sei forze seminali in potenza. Nella S situata al centro si nasconde il mistero dell'androginia divina, ma essa simboleggia  anche Sophia  e il Figlio della vergine. 
Nell'inspirazione ed espirazione divine  il trisillabo del Tetragramma  JE-HO-VA,   come eterno  susseguirsi di diastole e sistole, solve e coagula, genera, a mo' di primo contraccolpo, il principio pneumatico  del Padre in collera: il mondo delle tenebre. Quest'ultimo è caratterizzato da tre qualità: 
1. Forza centripeta, d'attrazione (Saturno). Da essa sgorgano asprezza, durezza e  freddo. 
2. La forza di repulsione della «pungente amarezza», detta anche «pungiglione  della sensibilità». Da essa nasce la mobilità mercuriale e la vita dei sensi. 
3. Dalla contrapposizione di attrazione e repulsione (1 e 2) ha origine il movimento  rotatorio della «ruota della paura» (Marte). 
4. A causa dell'attrito e della rotazione si genera, come quarta qualità, al duplice fuoco di luce e tenebre, un lampo o «schrack». Da quest'ultimo  sorge, come terzo principio, la natura bipolare formata dai quattro elementi  e da tutte le creature viventi. L'espirante  secondo principio del Figlio, che nasce dal chiaro fuoco dello Spirito, si fonda sulle seguenti qualità: 
5. Luce o amore, il vero spirito (Venere). 
6. Suono, tono,  timbro: il gioioso ribollire dei cinque sensi (Giove). 
7. II carattere di realtà, il «Mysterium magnum», o la sostanza propria del mondo  visibile (Luna-Sophia).

«Secondo Böhme, gli antichi saggi avevano dato il nome ai pianeti sulla base di queste sette qualità della natura, “hanno compreso ben altro non solo le sette stelle, bensì anche le sette qualità presenti nella generazione di tutti gli esseri. Non v’è cosa nell’essere di tutto ciò che è che non sia dotato di sette qualità, perché esse sono la ruota centrale, la causa dello zolfo, in cui Mercurio prepara la pozione per il supplizio della paura”. Tutte le sette qualità “si generano reciprocamente e contemporaneamente, nessuna è la prima, nessuna è l’ultima».
(D.A. Freher, in Works of J. Behmen, edizioni Law, 1764)

venerdì 3 maggio 2019

ON THE ROAD AGAIN – The Canned Heat

Una nota continua che percorre tutto il brano, un ritmo lento, ma incalzante e ripetitivo, la voce particolare di Alan Wilson, l’armonica di Bob Hite, che gli sussurra accanto come se miagolasse. Realizzato da Floyd Jones all’inizio degli anni ’50, col titolo On the road è solo con l’arrangiamento di Wilson e dei Canned Heat che questo pezzo diventa ipnotico.
Sono talmente stufo di piangere
ma sono di nuovo per strada
sono di nuovo per strada. 
sono talmente stufo di piangere
ma sono di nuovo per strada.
sono di nuovo per strada.
non ho una donna
da poter chiamare la mia amica speciale
la prima volta che ho viaggiato
fuori con pioggia e neve 
fuori con pioggia e neve,
la prima volta che ho viaggiato
fuori con pioggia e neve
fuori con pioggia e neve
non avevo neanche un salario
e nemmeno un posto dove andare
e la mia amata madre mi lasciò
quando ero ancora giovane
quando ero ancora giovane
e la mia amata madre mi lasciò
quando ero ancora giovane
quando ero ancora giovane
disse “Signore, abbi misericordia
di questo mio figlio cattivo.”
Accetta il mio consiglio, mama,
non piangere più ti prego
non piangere più. 
Accetta il mio consiglio, mama,
non piangere più ti prego
non piangere più.
perché presto una mattina
andrò giù per strada 
ma non me ne andrò 
per questa lunga strada solitaria
tutto solo.
Ma non me ne andrò 
per questa lunga strada solitaria
tutto solo.
Non ti posso portare, Baby,
porterò qualcun altro.
I Canned Heat nascono nell’autunno 1965 a Los Angeles e prendono la sigla da un vecchio blues di Tommy Johnson. Leader da subito sono due grandi esperti e collezionisti di blues classico, i cantante chitarrista e armonicista Alan Wilson, detto “Blind Owl”, gufo cieco, per la sua miopia, e il cantante e armonicista Bob Hite detto “The Bear”, l’orso, per la sua stazza imponente: a loro si aggregano il chitarrista Henry Vestine, il bassista Larry Taylor e il batterista Frank Cook che abbandonerà dopo poco, sostituito da Adolfo “Fito” De La Parra.