Una fabbrica è percorsa da uno stato di agitazione, che si trasforma in sciopero quando un lavoratore, ingiustamente accusato di aver compiuto un furto, si impicca. Gli operai non si limitano alla protesta per la morte del loro compagno, ma chiedono la riduzione dell'orario di lavoro e un aumento salariale. Queste richieste non vengono accettate dalla direzione della fabbrica che, di fronte alla determinazione dei lavoratori, non esita a far ricorso a tutte le armi della provocazione e infine alla repressione più spietata.
"Mai prima di allora era comparsa sullo schermo l'immagine di un'azione collettiva. Si trattava ora di rappresentare il concetto di collettività. Ma il nostro entusiasmo produsse una rappresentazione unilaterale delle masse e del collettivo ... Sono tuttavia convinto che in quel periodo questa deviazione era non solo naturale ma necessaria. Importava che lo schermo fosse soprattutto penetrato dalla visione generale, il collettivo unito e spinto da un unico desiderio. L'individuale nel collettivo, il significato più profondo che chiediamo oggi al cinema, difficilmente avrebbe potuto affermarsi se la via non fosse stata aperta dal concetto generale."
(Sergej M. Ejzenstejn, 1934)
Non conosciamo altra bellezza, altra festa che quella che distrugge l'abuso delle banalità quotidiane e dei sentimenti truccati, basterebbe un colpo di vento per trasformare questo delirio permesso nel più grande incendio che la storia conosca.
martedì 18 novembre 2014
mercoledì 12 novembre 2014
Tutto è di tutti
Si dicono delle belle cose sulla necessità di dividere ciò che si possiede con coloro che non hanno nulla. Ma chiunque provi a mettere in pratica questo principio è subito messo in guardia che tutti questi grandi sentimenti son buoni soltanto per i libri di poesie, non certo per la vita reale ... E ci abituiamo, ed educhiamo i nostri figli a vivere con una moralità a doppia faccia, da ipocriti! ... Ma una società non può continuare a vivere in questo modo; essa deve ritornare alla verità o sparire.
Tutto è di tutti! E purché l'uomo e la donna arrechino la loro quota di lavoro, hanno diritto alla loro quota di ciò che sarà prodotto da tutti. E questa quota concederà loro come minimo l'agiatezza. Finiamola con queste formule ambigue quali il diritto al lavoro, o a ciascuno il prodotto integrale del suo lavoro. Ciò che noi proclamiamo è il diritto all'agiatezza - l'agiatezza per tutti!
(Petr A. Kropotkin)
Tutto è di tutti! E purché l'uomo e la donna arrechino la loro quota di lavoro, hanno diritto alla loro quota di ciò che sarà prodotto da tutti. E questa quota concederà loro come minimo l'agiatezza. Finiamola con queste formule ambigue quali il diritto al lavoro, o a ciascuno il prodotto integrale del suo lavoro. Ciò che noi proclamiamo è il diritto all'agiatezza - l'agiatezza per tutti!
(Petr A. Kropotkin)
venerdì 7 novembre 2014
Jacob Bohme calzolaio
Nell'anno 1600 il calzolaio Jacob Bohme all'età di venticinque anni, stando alla testimonianza del suo discepolo e biografo Abraham von Franckenberg, fu colto dalla luce divina e, alla vista improvvisa di un recipiente di zinco (e del piacevole e amichevole suo riflesso) stringe il fondamento primo o, centro della natura occulta.
Lo stesso Bohme afferma di aver infranto, per un quarto d'ora, le porte dell'inferno. Ho riconosciuto e ho visto in me stesso tutti e tre i mondi e ho riconosciuto tutto ciò che è nel male e nel bene, e come l'uno abbia origine dall'altro. E ho visto che come in un caos la tutto giace, ma il suo sviluppo mi è rimasto oscuro. Egli riconosce che tutte le cose esistono nel sì e nel no, e questi non sono due cose distinte, bensì una cosa sola. E tolti questi due poli costantemente in conflitto, tutto era immerso nella notte, e le ore silenziose e immobili".
E soprattutto nell'incessante lotta delle sette qualità naturali, nel vorticare della ruota della paura, che la natura si manifesta. Bohme fu il primo a concepire la vita del cosmo come una guerra accanita, un movimento, un processo, un'eterna genesi.
Come il suo precursore, il pastore luterano Valentin Weigel (1533-1588), Bohme si rifà a una tradizione di ottica visionaria che si sviluppa da Agostino a Boezio fino a Ugo di San Vittore (1096-1141). Quest'ulyimo distingue tre piani della visione: in ordine d'importanza, l'occhio della carne, quello della ragione e quello della contemplazione mistica. Con l'occhio carnale, dice Bohme, nessuna conoscenza è possibile; è possibile, invece, con l'occhio che genera in me la vita. Bohme parla di penetrare con lo sguardo fino al fondo, al di sopra e al di là della natura.
La potente influenza esercitata da Bohme nelle direzioni più disparate ha fatto sì che egli fornisse utilissimi argomenti ad acerrimi nemici della visione newtoniana del mondo, quali Goethe e Blake, e insieme l'ispirazione che consentito a Newton di formulare la sua teoria sulla gravitazione e quella sul carattere della luce. Nell'opera di Bohme si trova anche, il primo Keplero, la visionaria intuizione delle orbite ellittiche dei pianeti, risultanti dalla polarità di due fuochi o centri.
Lo stesso Bohme afferma di aver infranto, per un quarto d'ora, le porte dell'inferno. Ho riconosciuto e ho visto in me stesso tutti e tre i mondi e ho riconosciuto tutto ciò che è nel male e nel bene, e come l'uno abbia origine dall'altro. E ho visto che come in un caos la tutto giace, ma il suo sviluppo mi è rimasto oscuro. Egli riconosce che tutte le cose esistono nel sì e nel no, e questi non sono due cose distinte, bensì una cosa sola. E tolti questi due poli costantemente in conflitto, tutto era immerso nella notte, e le ore silenziose e immobili".
E soprattutto nell'incessante lotta delle sette qualità naturali, nel vorticare della ruota della paura, che la natura si manifesta. Bohme fu il primo a concepire la vita del cosmo come una guerra accanita, un movimento, un processo, un'eterna genesi.
Come il suo precursore, il pastore luterano Valentin Weigel (1533-1588), Bohme si rifà a una tradizione di ottica visionaria che si sviluppa da Agostino a Boezio fino a Ugo di San Vittore (1096-1141). Quest'ulyimo distingue tre piani della visione: in ordine d'importanza, l'occhio della carne, quello della ragione e quello della contemplazione mistica. Con l'occhio carnale, dice Bohme, nessuna conoscenza è possibile; è possibile, invece, con l'occhio che genera in me la vita. Bohme parla di penetrare con lo sguardo fino al fondo, al di sopra e al di là della natura.
La potente influenza esercitata da Bohme nelle direzioni più disparate ha fatto sì che egli fornisse utilissimi argomenti ad acerrimi nemici della visione newtoniana del mondo, quali Goethe e Blake, e insieme l'ispirazione che consentito a Newton di formulare la sua teoria sulla gravitazione e quella sul carattere della luce. Nell'opera di Bohme si trova anche, il primo Keplero, la visionaria intuizione delle orbite ellittiche dei pianeti, risultanti dalla polarità di due fuochi o centri.
sabato 1 novembre 2014
Il boll weavil, l'alluvione e il blues
Il boll weavil, un insetto che si nutre di cotone, era apparso nel Texas tra il 1890 e il 1900, e si era rapidamente diffuso in un'ondata devastatrice su miglia e miglia di acri coltivati a cotone. Nel 1915 aveva raggiunto il Mississipi, gettando la comunità in una crisi ancora più profonda. Molti dei primi blues avevano per argomento il boll weavil, che era presentato spesso come un amichetto un pò canaglia con il quale molti neri sembravano identificarsi, per il suo istinto distruttivo e per la sua ricerca di una casa.
Un altro colpo fu la serie di alluvioni disastrose tra il 1915 e il 1916, con aree enormi completamente distrutte e molti piantatori e piccoli proprietari rovinati. Non erano le prime né le ultime alluvioni del Mississipi: nel 1927 un'altra devastò la zona e ispirò Charley Patton uno dei suoi dischi migliori High Water Everywhere, un pezzo sofferto e appassionato. E' un opera profondamente seria, la voce, accompagnata dagli accenti lugubri delle corde basse, con la tensione e l'acqua che salgono al suono delle dita sulla cassa della chitarra, é tesa, con una raucedine che la soffoca e la spezza. In certi punti cede alla rassegnazione, sottolineandola con pizzichi delicati alle corde alte.
Backwater at Blythville, doctor weren't around,
Backwater at Blythville, done took Joiner Town,
It was fifty families and children, suffer to sink and drown.
The water was risin', up at my friend' door,
The water was risin', up at my friend' door,
The man said to his womenfolk
"Lord we'sbetter'd row"
The water was risin'; got up in my bed,
Lord the water rollin', got up to my bed,
I thought I would take a trip Lord out on a big ice-sled.
Oh I hear, Lord, Lord, water upon my door,
You Know what I mean? Same here,
I hear the ice boat Lord went sinking down.
(Blytville allagata, e non c'erano dottori, / Blytville allagata, e poi anche Joiner Town, / cinquanta famiglie e bambini che finivano affogati.
L'acqua saliva fino alla porta del mio amico, / E lui disse alle donne di casa: "Mio Dio, è meglio filarsela".
L'acqua saliva eccola al mio letto, / Signore, l'acqua saliva, avanzava fino al mio letto, / mi sembrava di andare in slitta, Signore!
Ascolta, Signore, Signore, l'acqua era alla mia porta, / Non so se mi spiego. Proprio a quel punto, / mi dicono che la nave di ghiaccio è affondata.)
Un altro colpo fu la serie di alluvioni disastrose tra il 1915 e il 1916, con aree enormi completamente distrutte e molti piantatori e piccoli proprietari rovinati. Non erano le prime né le ultime alluvioni del Mississipi: nel 1927 un'altra devastò la zona e ispirò Charley Patton uno dei suoi dischi migliori High Water Everywhere, un pezzo sofferto e appassionato. E' un opera profondamente seria, la voce, accompagnata dagli accenti lugubri delle corde basse, con la tensione e l'acqua che salgono al suono delle dita sulla cassa della chitarra, é tesa, con una raucedine che la soffoca e la spezza. In certi punti cede alla rassegnazione, sottolineandola con pizzichi delicati alle corde alte.
Backwater at Blythville, doctor weren't around,
Backwater at Blythville, done took Joiner Town,
It was fifty families and children, suffer to sink and drown.
The water was risin', up at my friend' door,
The water was risin', up at my friend' door,
The man said to his womenfolk
"Lord we'sbetter'd row"
The water was risin'; got up in my bed,
Lord the water rollin', got up to my bed,
I thought I would take a trip Lord out on a big ice-sled.
Oh I hear, Lord, Lord, water upon my door,
You Know what I mean? Same here,
I hear the ice boat Lord went sinking down.
(Blytville allagata, e non c'erano dottori, / Blytville allagata, e poi anche Joiner Town, / cinquanta famiglie e bambini che finivano affogati.
L'acqua saliva fino alla porta del mio amico, / E lui disse alle donne di casa: "Mio Dio, è meglio filarsela".
L'acqua saliva eccola al mio letto, / Signore, l'acqua saliva, avanzava fino al mio letto, / mi sembrava di andare in slitta, Signore!
Ascolta, Signore, Signore, l'acqua era alla mia porta, / Non so se mi spiego. Proprio a quel punto, / mi dicono che la nave di ghiaccio è affondata.)
lunedì 27 ottobre 2014
Assenza di padrone
Io sono un sostenitore convinto dell'uguaglianza economica e sociale, poiché so che al di fuori di questa uguaglianza, la libertà, la giustizia, la dignità umana, la moralità ed il benessere degli individui, allo stesso modo che la prosperità delle nazioni, non saranno mai altro che menzogne. Ma, essendo anche sostenitore della libertà, condizione prima dell'umanità, io penso che la uguaglianza debba stabilirsi nel mondo tramite l'organizzazione spontanea del lavoro e della proprietà collettiva delle associazioni produttrici liberamente organizzate non tramite l'azione suprema e tutelare dello Stato. (Bakunin)
La libertà di ogni individuo maggiorenne - uomo o donna - deve essere assoluta e completa. La libertà di andare e venire, di professare apertamente tutte le opinioni, di essere fannullone o attivo, immorale o morale, insomma di disporre a piacimento della propria persona e dei propri beni, senza renderne cono a nessuno; libertà di vivere sia onestamente del proprio la voro, sia sfruttando vergognosamente la carità o la fiducia del singolo, purché siano volontarie e prodigate da individui maggiorenni. (Bakunin)
La libertà di ogni individuo maggiorenne - uomo o donna - deve essere assoluta e completa. La libertà di andare e venire, di professare apertamente tutte le opinioni, di essere fannullone o attivo, immorale o morale, insomma di disporre a piacimento della propria persona e dei propri beni, senza renderne cono a nessuno; libertà di vivere sia onestamente del proprio la voro, sia sfruttando vergognosamente la carità o la fiducia del singolo, purché siano volontarie e prodigate da individui maggiorenni. (Bakunin)
lunedì 20 ottobre 2014
Lo spettacolo è il capitale
Lo spettacolo compreso nella sua totalità, è nello stesso tempo il risultato e il progetto del modo di produzione esistente. Non è un supplemento del mondo reale, la sua decorazione sovrapposta. E' il cuore dell'irrealismo della società reale. In tutte le sue forme particolari, informazione o propaganda, pubblicità o consumo diretto di divertimenti, lo spettacolo costituisce il modello presente della vita socialmente dominante. Esso è l'affermazione onnipresente della scelta già fatta nella produzione, e il suo consumo ne è il corollario. Forma e contenuto dello spettacolo sono entrambi l'identica giustificazione totale delle condizioni e dei fini del sistema esistente. Lo spettacolo è anche la presenza permanente di questa giustificazione, in quanto occupazione della parte principale del tempo vissuto al di fuori della produzione moderna.
mercoledì 15 ottobre 2014
TEMPI MODERNI
Un operaio, alienato dal lavoro alla catena di montaggio di una fabbrica, finisce in manicomio. Quando esce dal manicomio è disoccupato; capita in una manifestazione operaia ed è portato in galera. Qui scopre che è più facile per lui risolvere i problemi della sopravvivenza dietro le sbarre che fuori. Ma viene messo in libertà. Conosce una ragazza povera, cerca di costruire con lei un'esistenza sicura, ha diverse disavventure, ma non perde la sua fiducia nel futuro.
"Il film è nato da un'idea astratta da un impulso a dire qualcosa sul mondo in cui la vita viene standardizzata e incanalata, e come gli uomini vengono costretti a diventare macchine e a dire quello che io ne pensavo. Sapevo di voler fare tutto questo, prima ancora di pensare ai dettagli. (Charles S. Chaplin)
"Il film è nato da un'idea astratta da un impulso a dire qualcosa sul mondo in cui la vita viene standardizzata e incanalata, e come gli uomini vengono costretti a diventare macchine e a dire quello che io ne pensavo. Sapevo di voler fare tutto questo, prima ancora di pensare ai dettagli. (Charles S. Chaplin)
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