mercoledì 25 settembre 2019

QUELLE COME ME di Alda Merini

Quelle come me regalano sogni,
anche a costo di rimanerne prive...
Quelle come me donano l'Anima,
perché un'anima da sola è come
una goccia d'acqua nel deserto...
Quelle come me tendono la mano
ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio
di cadere a loro volta...
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro...
Quelle come me cercano un senso all'esistere e,
quando lo trovano, tentano d'insegnarlo
a chi sta solo sopravvivendo...
Quelle come me quando amano, amano per sempre...
e quando smettono d'amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono
inermi nelle mani della vita...
Quelle come me inseguono un sogno...
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero...
Quelle come me girano il mondo
alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell'anima...
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo...
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime...
Quelle come me sono quelle cui tu riesci
sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare,
senza chiederti nulla...
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che,
in cambio, non riceveranno altro che briciole...
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza...
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero...
Quelle come me sono quelle che,
nell'autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto...

mercoledì 18 settembre 2019

MELA DELLE SPINE

Oltre «mela spinosa» un nome popolare con cui viene chiamata la Datura, negli Stati Uniti è nota come «Jamestown Weed» più comunemente detta «Jimsonweed» e si riferisce soltanto alle specie orientali Datura stramonium. Il nome proviene da un incidente avvenuto nel diciassettesimo secolo, quando alcuni soldati Inglesi vennero coinvolti in una battaglia a Jamestonw, Virginia, contro una ribellione guidata dal luogotenente Bacon. Robert Beverly (circa 1673-1722), nella sua History and Present State of Virginia (1705) descrive ciò che era accaduto: “La James Town Weed (che assomiglia alla Mela Spinosa del Perù con la quale l’avevo scambiata) è considerata nel nostro mondo uno dei maggiori rinfrescanti. Poiché è una delle prime piante della stagione, viene raccolta quando è ancora giovane per farne un’Insalata bollita, la qual cosa venne fatta da alcuni soldati inviati colà per sedare la rivolta di Bacon; e parecchi di loro ne mangiarono in abbondanza, e il risultato del suo effetto fu una simpatica commedia; per parecchi giorni essi erano in preda a una specie di naturale follia. Uno di essi soffiava su una piuma facendola volteggiare per aria mentre un altro gli lanciava delle freccette con una notevole furia, e un altro ancora se ne stava completamente nudo seduto in un angolo, come una scimmia, sogghignando e facendo gran smorfie davanti a tutti; un quarto lo baciava appassionatamente dando gran manate ai compagni sorridendo beffardamente davanti a tutti, con un contegno ancora più beffardo di quello di un buffone olandese. Per via di questo loro stato vennero rinchiusi per evitare che nella loro follia si uccidessero, nonostante ciò tutte le loro azioni sembravano frutto dell’Innocenza e di bontà. Non erano molto puliti, e se non vi avessimo prestato la nostra attenzione si sarebbero rotolati nei loro escrementi. Dopo aver fatto un migliaio di giochetti infantili, e dopo undici giorni, ritornarono in sé. Non ricordavano nulla di quanto fosse loro accaduto.” I soldati affermavano di aver raccolto la Datura stramonium credendo che fosse un’erba atta a insaporire i cibi, ma è molto probabile che essi in effetti fossero stati messi al corrente del suo effetto inebriante dagli abitanti della Virginia, che usavano la Datura nei riti di iniziazione dei ragazzi.

martedì 10 settembre 2019

BORN TO BE WILD – Steppenwolf

Born to Be Wild è secondo nella classifica d’oltre oceano. Il ritmo è incessante e pulsante, la chitarra di John Kay distorta e sbriciolata: diventerà la bandiera degli Steppenwolf e di un’intera generazione. Inserito, l’anno successivo, all’inizio del film cult Easy Rder, mentre Peter Fonda e Dennis Hopper viaggiano sui chopper, sarà la perfetta colonna sonora del racconto di un duro scontro generazionale in atto negli Stati Uniti. I motociclisti lo sceglieranno come inno. 

Fai correre il motore
a testa bassa sull’autostrada
cercando l’avventura
e tutto ciò che capita sulla tua strada
sì cara, fai che succeda
prendi il mondo in un abbraccio d’amore
fai fuoco con le tue pistole contemporaneamente
ed esplodi nello spazio
Mi piacciono il fumo e il lampo
il rombare del metallo pesante
gareggiando col vento
e sentendo che sono sotto
sì cara, fai che succeda
prendi il mondo in un abbraccio d’amore
fai fuoco con le tue pistole contemporaneamente
ed esplodi in cielo
come un vero figlio della natura
siamo nati, nati per essere selvaggi
possiamo scalare così in alto
non voglio morire mai
Nato per essere selvaggio
Nato per essere selvaggio
Steppenwolf, leggendaria band di hard psichedelico e una delle storiche formazioni della scena californiana. Gli Steppenwolf hanno una lunga e travagliata gestazione, avviata intorno alla metà degli anni Sessanta in Canada. Lì risiede, dal 1958 John Kay, fuggito con la famiglia dalla Germania Orientale. Nel 1967 John Kay si unisce agli Sparrows, una band formata dai fratelli Jerry e Dennis Edmonton e Nick St. Nicholas, per una serie di session edite  due anni più tardi sull’album John Kay & The Sparrows. Alla fine dell’anno il gruppo  si trasferisce in California, via New York, e lì si tuffa nei disorsini studenteschi del Sunset Strip, a Los Angeles, guadagnandosi subito la cittadinanza ordinaria. Gli Steppenwolf nascono nel 1968 con John Kay chitarra e voce, Jerry Edmonton batteria, Goldie McJohn tastiere e Michael Monarch chitarra. Il primo 33 giri SteppenWolf sale subito al sesto posto della classifica USA, in scia agli hit di Born to be Wild e The Pusher, canzoni che diventeranno due tra i più famosi inni della generazione ribelle degli anni Sessanta.   






mercoledì 4 settembre 2019

SCIUSCIÀ di Vittorio De Sica


La  guerra da poco conclusa ha distrutto le famiglie di due ragazzi romani, Giuseppe e Pasquale, che vivono facendo gli “sciuscià” (cioè i lustrascarpe per i soldati americani: dall'inglese shoe-shine) nelle vie della capitale. Con i soldi così guadagnati, essi realizzano il sogno di possedere un cavallo bianco, ma vengono messi in carcere perché invischiati senza colpa in un losco affare. Nella casa di correzione la loro amicizia è compromessa dalla soggezione a un mondo dominato da adulti autoritari, infidi, egoisti: Giuseppe evade e corre a prendere il cavallo. Pasquale Io insegue e ne provoca la morte. 
Erano i giorni che sapete, e ne avevo già visto abbastanza per sentirmi profondamente turbato, sconvolto: le donne che andavano  in camionetta con i soldati, gli uomini e i ragazzini che si buttavano a terra per afferrare le sigarette e le caramelle. Agli  adulti pensavo  meno che ai bambini: e pensavo: “adesso si che i bambini ci guardano!”. Erano loro a darmi il senso, la misura  della distruzione  morale del paese: gli sciuscià. 
(Vittorio De Sica, in “Tempo” n. 50, 16 dicembre 1954) 
Secondo un deputato, i nostri film  dovrebbero sempre finire lietamente. ci ha consigliato di chiudere lietamente tutte le nostre storie. S'incassa di più, dice. Il deputato crede che gli scrittori e i registi italiani premeditano storie tristi a ogni costo? La vita i bella, egli grida dai  banchi di Montecitorio. Quando sarà ministro mi farà arrestare perché ho concluso il soggetto di Sciuscià con una morte.   Ah, vogliono uscire indisturbati dal cinema, si accontentano di simulacri e gli uomini vivi li seppelliscono con un lampo della loro mente per non udirne i lamenti. 
(Cesare Zavattini, in “Rinascita” n. 3, marzo 1949) 



martedì 13 agosto 2019

Ricordando George Hilton

George Hilton, il cui vero nome era Jorge Hill Acosta y Lara era nato Montevideo in Uruguay 85 anni fa. Dopo gli inizi in radio, nella metà degli anni '50 si trasferisce in Argentina e appare in diversi fotoromanzi e film nazionali. . Nel 1963 era giunto in Italia seguendo l'esempio di altri attori sudamericani come Jorge Rigaud e Alberto de Mendoza, attirati dalla fiorente industria cinematografica romana. Dopo aver anglicizzato il suo nome in George, ottiene il ruolo principale in una pellicola di pirati: Il corsaro nero nell'isola del tesoro (1965) e interpreta, nello stesso anno, un emulo di 007 nel film comico Due mafiosi contro Goldginger con Franco e Ciccio. Viene lanciato nel genere western dal regista Lucio Fulci col film Le colt cantarono la morte e fu... tempo di massacro (1966), al fianco di Franco Nero ed in breve diviene un'icona nel genere. L'anno seguente partecipa infatti a ben sette produzioni del filone, alimentando la sua fama a livello internazionale ed ottenendo buon seguito soprattutto in Spagna. Diventa una delle maggiori star del cinema italiano assieme a Terence Hill, Franco Nero e Giuliano Gemma. I suo personaggi più famosi sono probabilmente quello del pistolero del west Alleluja, creato insieme al regista Giuliano Carnimeo e quello di Tresette. A partire dai primi anni '70 George Hilton, oltre ai western interpreta film di guerra, i thriller e gli horror di culto.
Le Colt cantarono e fu… tempo di massacro di Lucio Fulci
Tom Corbett, al disperato richiamo d'un vecchio amico di famiglia, Carradine, torna nel paese che lasciò fin da piccolo e trova il fratello Slim abbrutito dall'alcool, la fattoria della sua famiglia ed ogni attività commerciale nelle mani di Scott, un brutale signorotto circondato da un esercito di sicari. Appena giunto Tom tenta invano di avere spiegazioni su quel che è accaduto da Slim, che tace ostinatamente, poi da Carradine, che viene sterminato con la famiglia, e infine dalla vecchia nutrice, che è uccisa sotto i suoi occhi. Presentatosi audacemente nel ranch di Scott, nel pieno di una festa, è brutalmente percosso e frustato dal sanguinario figlio di lui, Junior. Irato per la sequela incredibile di efferatezze, Slim si scuote dalla sua apatia e si pone decisamente al fianco di Tom, rivelandogli che egli è, in realtà, figlio della prima moglie di Scott il quale, tra l'altro, ha assassinato il loro padre. L'inattesa rivelazione non distoglie Tom dai suoi propositi di vendetta. Morto Scott per mano di suo figlio Junior, i due fratellastri, uniti, compiono una totale strage degli uomini al soldo degli Scott. L'ultimo a morire sarà il sadico Junior.

Il tempo degli avvoltoi di Nando Cicero
Kitosh, giovane cowboy alle dipendenze di Don Jaime Mendoza, viene fatto picchiare a sangue dal suo padrone, poiché aveva osato corteggiare sua moglie. Pieno di rancore e di odio, Kitosh lascia il ranch e inizia la vita del fuorilegge, unendosi a un famigerato bandito, Tracy il Nero. Quando Tracy propone di compiere un'azione criminosa ai danni di Don Jaime, Kitosh, desideroso di vendicarsi sul suo ex padrone, accetta senza esitare. I due rapiscono la moglie di Don Jaime e chiedono una forte somma per il riscatto. Pur di riavere sana e salva la moglie, Don Jaime accetta di sacrificare tutto il denaro di cui è in possesso e si reca personalmente a consegnarlo ai due fuorilegge. A questo punto Tracy, approfittando della buona fede di Kitosh lo disarma e si accinge ad ucciderlo, insieme a Don Jaime e alla moglie, per fuggirsene indisturbato con tutto il denaro. Kitosh affronta Tracy e benché ferito riesce ad avere la meglio sul rivale uccidendolo. Restituito a Don Jaime il denaro del riscatto, il giovane si allontana, deciso a ricostruirsi una nuova vita.

Vado… l’ammazzo e torno di Enzo G. Castellari
Il convoglio ferroviario addetto al trasporto dell'oro della "Southern Bank" è attaccato dalla banda del celebre fuorilegge Monetero. Lo Straniero, un cacciatore di taglie da tempo all'inseguimento di Monetero, assiste non visto all'assalto senza intervenire e può così notare che, mentre il capobanda tiene a bada la scorta del convoglio, Pajondo, suo luogotenente, si è impadronito del bottino. Evidentemente esiste un appuntamento tra i due fuorilegge per spartirsi il ricavato del colpo. Terminata l'azione banditesca, infatti, Monetero si lancia sulle tracce di Pajondo, sempre pedinato dallo Straniero. Pajondo, inseguito dalle guardie, viene ucciso prima di poter rivelare a Monetero il nascondiglio dell'oro: unica indicazione del nascondiglio è un medaglione che Pajondo ha lasciato, prima di morire, al suo capo. Quando Monetero cade prigioniero delle guardie, lo Straniero riesce a liberarlo, ricevendo in cambio del suo aiuto la metà del medaglione. Durante la fuga, Monetero perde però la propria metà del medaglione che cade nelle mani di Clayton, un funzionario della "Southern Bank", anch'egli desideroso di impossessarsi dell'oro rubato.

Il dolce corpo di Deborah di Romolo Guerrieri
Marcel e Deborah sono in viaggio di nozze a Ginevra: tutto sembra andare per il meglio, ma un giorno incontrano il loro vecchio amico Philip, che attribuisce loro la colpa del suicidio della fidanzata Susan. Da quel momento in poi, i due sposini sono perseguitati da Philip, che li incalza con messaggi di vendetta. Per affrontare il terrore, Deborah inizia ad assumere barbiturici. Una sera, l'ex amico penetra nella stanza da letto e tenta di uccidere la donna nel sonno: Marcel interviene, innescando una spirale di eventi drammatici che trascinano la coppia nel baratro

La battaglia di El Alamein, di Giorgio Ferroni 
Nell'estate del 1942, le truppe di Rommel avanzano in Africa, costringendo alla ritirata l'ottava armata britannica. Il generale Montgomery decide di attendere il momento favorevole per la controffensiva. Giunta l'ora, gli inglesi sferrano l'attacco. Il generale Rommel, tornato alla testa dell'"Africa Korps", dopo un assurdo ordine di abbandonare il comando impartitogli da Hitler, giudica miglior partito ritirarsi, ordinando alla divisione italiana Folgore di ritardare ad ogni costo l'avanzata britannica. Il tenente Giorgio Borri posto alla difesa di un importante caposaldo, è imbevuto di retorica fascista e crede ciecamente nella guerra. L'avventatezza con cui durante un'azione del nemico ha provocato la morte di alcuni dei suoi uomini, ha generato verso di lui tra i soldati un astio profondo, appena temperato dalla simpatia che suscita invece suo fratello Claudio, maresciallo dei bersaglieri.

Testa t'ammazzo, croce... sei morto. Mi chiamano Alleluja di Giuliano Carnimeo
In Messico, durante l'impero di Massimiliano, il pistolero Alleluja riceve l'incarico dal generale rivoluzionario Ramirez di impadronirsi di una borsa di gioielli che l'imperatore sta inviando negli Stati Uniti per ottenere in cambio delle armi. Alleluja si prepara ad agire non tanto per la ricompensa, quanto perché ha intenzione di tenere per sé l'oro. Sulla sua strada incontra, però, numerosi concorrenti: Krantz, un losco trafficante di armi, un sedicente principe russo, e una suora, che in realtà è un agente del servizio segreto degli Stati Uniti. Le circostanze inducono Alleluja ad allearsi con il russo e la suora per fronteggiare le iniziative di Krantz. Dopo un violento scontro con questi, Alleluja e il russo si spartiscono equamente i gioielli, mentre la suora, la cui missione consisteva nell'individuare e stroncare i canali del traffico di armi, riceve dal governo degli Stati Uniti un'importante decorazione.

Tutti i colori del buio di Sergio Martino
Londra. Jane è perseguitata da incubi in cui rivive un suo violento trauma dell’infanzia. Reduce da un recente incidente automobilistico che le ha provocato un aborto, la donna è accudita dal compagno Richard ma non riesce a ritrovare un vero equilibrio. Su consiglio di sua sorella Barbara tenta la strada della psicoterapia, ma intanto uno sconosciuto dagli occhi di ghiaccio inizia a perseguitarla negli incubi e nella realtà. Dopo aver partecipato a una messa nera su consiglio di una vicina di casa, Jane si illude di aver risolto i propri problemi, ma presto incubi e ossessioni riprendono il sopravvento e a poco a poco per la donna diventa sempre più difficile distinguere realtà, sogno e delirio a occhi aperti…

Lo chiamavano Tresette… giocava sempre con il morto di Giuliano Carnimeo
Tresette, fenomenale quanto pacifico pistolero, arriva a "Mela Bacata" dove viene a sapere che cercano un uomo coraggioso per trasportare un milione di dollari in oro attraverso una valle infestata dai banditi. Insieme al falso sceriffo Bamby, una sua vecchia conoscenza, accetta di trasportare lui l'oro a Dallas. Camuffando la diligenza come un carrozzone da venditore ambulante riesce sempre a sfuggire agli agguati dei banditi, anche se non sempre senza sporcarsi le mani...

Torino violenta di Carlo Ausino
Delinquenti francesi e mafiosi nostrani irretiscono modelle e studentesse, le drogano, le violentano, poi, ricattandole con foto scottanti, le avviano alla prostituzione. Contro l'infame traffico combattono il commissario Moretti e un misterioso "giustiziere" notturno dalla pistola infallibile, le cui "esecuzioni" provocano una sanguinosa lotta tra il clan dei francesi e i mafiosi. In realtà, Moretti e il "giustiziere" sono la stessa persona. Quando si vedrà scoperto da un collega, il commissario tenterà di eliminare il pericoloso testimone, ma sarà lui, invece, ad essere colpito a morte.

venerdì 26 luglio 2019

Rutger Hauer Ho visto cose che voi umani

Nato nella provincia di Utrecht ma cresciuto a Amsterdam, Rutger Hauer è un figlio d'arte, i genitori erano entrambi attori di teatro. La passione per la recitazione grazie a un gruppo sperimentale negli anni Sessanta finché cominciò a lavorare per una serie tv olandese, il salto al cinema grazie al regista olandese Paul Verhoeven con cui ha girato diversi film.
Aveva 75 anni. Una lunghissima carriera di più di 170 titoli ma la popolarità la deve al film di Ridley Scott. Colpisce la coincidenza della morte nell'anno in cui era ambientato il film e in cui il suo Roy moriva, il 2019
Kitty Tippel… quelle notti passate per strada di Paul Verhoeven 
E' la storia di una ragazza olandese che alla fine dell'800 è talmente povera che per sopravvivere deve prostituirsi. Diverrà poi modella di un pittore e amante di un banchiere finchè grazie all'incoraggiamento di un ricco rivoluzionario idealista diverrà una scrittrice famosa con il nome di Neel Doff. Infernale ritratto di signora narrato visceralmente da un Verhoeven al massimo del suo talento visionario, carnale e febbrile.      
I Falchi della Notte di Bruce Malmuth
Il tedesco Wulfgar è un terrorista al soldo del miglior offerente che si avvale della collaborazione della giovane algerina Shakka. I rivoluzionari con cui è in contatto, dopo un sanguinoso attentato, decidono che è troppo pericoloso per la loro causa e lo consegnano alla polizia. Wulfgar, però, riesce a fuggire, si sottopone ad una operazione di plastica facciale e si trasferisce a New York per un attentato alle Nazioni Unite.. Indovinate le sue mosse un funzionario della polizia britannica si trasferisce negli Stati Uniti ed organizza un corpo speciale di agenti per catturare il fuggiasco.
Blad Runner di Ridley Scott
La storia ci parla di un Blade Runner (un cacciatore di androidi) che viene richiamato in servizio per eliminare sei replicanti tornati illegalmente sulla Terra. Gli androidi (o replicanti) sono fisicamente simili a noi, dotati della stessa intelligenza, ma di maggiore forza; sono stati costruiti in modo tale da provare emozioni e rivivere ricordi di un passato che è stato innestato in loro. La differenza con l’uomo è nella lunghezza della vita: sono programmati per durare quattro anni.
Lady Hawke di Richard Donner
Philippe Gaston, detto Il Topo (nomignolo che gli calza a pennello), è il ladruncolo più ricercato del vescovo, l’unico che sia riuscito a scappare dalle sue inespugnabili prigioni. Nella sua fuga, Philip-pe incontra Etienne Navarre, un cavaliere errante dalla personalità enigmatica che lo salva dai sol-dati del vescovo e lo porta con sé in un luogo sicuro. Presto Philippe scoprirà come Etienne tenga più al suo falco che a se stesso; esso infatti altro non è che il suo antico amore, la bellissima Isabeau, che ogni notte ritorna alle sue sembianze umane, mentre Etienne diventa un lupo, a causa di una ter-ribile maledizione… Un film epico, esemplare sotto ogni aspetto. In primo luogo, splendida la performance da parte di tutto il cast, da Matthew Broderick (al suo secondo film dopo WarGames, anch’esso molto bello) a Rutger Houer (Blade Runner), da Michelle Pfeiffer a John Wood.
L’amore e il sangue di Paul Verhoeven
Nel 1501 il nobile Arnolfini conquista la fortezza con l'aiuto dei mercenari e del giovane Stephan, esperto nell'arte della guerra e promesso sposo della principessa Agnese. Quando Arnolfini si rifiuta di pagare, i mercenari esplodono con violenza e rapiscono Agnese. Toccherà a Stephen salvarla e sconfiggere i pericolosi mercenari comandati dal terribile Martin. 
The Hitcher  la lunga strada della paura di Robert Harmon
Una coppia di universitari parte per una romantica vacanza e dà un passaggio alla persona sbagliata. Molto sbagliata. Jim Halsey dà un passaggio ad un autostoppista di notte. John Ryder (the Hitcher, che significa l'autostoppista) è in realtà un maniaco assassino, già ricercato. Inizia per il ragazzo un incubo, una storia allucinante in cui Ryder lo perseguita, quasi fosse una forza del male. Senza tregua The Hitcher incalza, sempre alle calcagna del ragazzo anche quando questi crede di essersene sbarazzato. Jim finisce perfino in prigione, scambiato per il suo inseguitore. Ma alla fine Jim avrà la meglio. Vicenda mozzafiato con mirabile interpretazione di Hauer.
La leggenda del Santo Bevitore di Ermanno Olmi
Andreas Kartak, ex minatore della Slesia espulso dal suo paese per un omicidio involontario, vive ora alcolizzato sotto i ponti di Parigi. Un giorno un distinto signore che si dice in debito con Santa Teresa di Lisieux gli offre duecento franchi che Andreas dovrà restituire alla statua della santa nella chiesa di Batignolles. Da quel momento, nell'alcolico mondo flottante di Andreas, avviato alla fine, è un susseguirsi di incontri e piccoli miracoli che gli impediscono di saldare il debito..
Giochi di Morte di David Webb Peoples
Nel XXIII secolo, dopo una guerra nucleare, nuovi gladiatori si esibiscono in incontri sanguinosi.  In una terra ormai ridotta a un deserto, si gioca una specie di rugby senza regole, nel quale si può anche morire. Una squadra nomade, guidata da un giocatore un tempo famoso, sfida la "lega", la migliore delle compagini, l'équipe finanziata dal partito al potere. La "lega" sarà battuta dopo un'epica battaglia





sabato 20 luglio 2019

L’Aurora e i suoi colori

“L'aurora è il termine medio tra giorno e notte, e risplende con due colori: rosso e citrino (giallo). Allo stesso modo, quest'arte genera il citrino e il rosso, come termini medi tra il nero e il bianco.” L'aurora è “il termine della notte e il principio del giorno, nonché madre del Sole. Al culmine del suo rosseggiare, inoltre, l'aurora è il termine dell'oscurità e la cacciata della notte.” (Aurora consurgens) il rosso
porpora è l'indistruttibile zolfo, il fuoco del lapis. Nella teoria dei colori di Goethe, il porpora rappresenta il grado più alto nell'ambito dei fenomeni cromatici, mentre “chi conosce la genesi prismatica del porpora, non si stupirà se affermiamo che questo colore contiene tutti gli altri”.